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Poetries

Poetics of the elements

translation Brenda Porster

over hills and over eyes
in the heart of the world
where whiter the moon
whitens,
on the poverty of elements,
on rickety roofs,
in the hooks of the plum
among pines and their needles,
in the outpouring of bells
in water
at the bottom
i search for you.

(Inedito per una passante Manni 2008 )

Brenda Porster è nata a Filadelphia, USA dove si è laureata in Storia moderna, per poi perfezionarsi in Lettere inglesi e comparate alla Columbia University di New York. Trasferitasi a Firenze, per molti anni ha insegnato lingua e letteratura inglese nelle scuole superiori italiane. Attualmente insegna inglese presso le Università di Bologna e Firenze. Le sue traduzioni e poesie sono pubblicate in diverse riviste e siti web all’estero e in Italia. Una sezione dell’antologia Furori (ed.Avagliano, 2002) è dedicata alle sue poesie in inglese, con traduzione di Andrea Sirotti. E’ tra le curatrici  dell’Antologia Corporea (edizioni le Voci della luna) dedicata alla poesia femminile inglese.


Poésies

Poèmes de Dale Zaccaria

Version de Paolo Guzzi


Va passer la douleur

car elle va passer

avec son semblant d’éternel.

(Di Ridicola bellezza, Sovera 2004)


 

Plus qu’ une syllabe un nuage

qui repousse l’azur

immobile l’acte d’amour

chute comme une étoile bandée

immobile et haute est la trêve

des mouvements.

(Non per l’amore a dire Manni 2006)

Les flocons de neige

Du ciel tombaient
les flocons de neige
ainsi que le douleur

c’est le monde entier!

En hiver on voulait
les flocons de neige.

Sur les ronces parmi les hommes
il y avait les flocons de neige

ils passaient et mouraient
ils mouraient et passaient.

(Inedito per una passante Manni 2008)

Paolo Guzzi nato a Roma nel 1940. Vive tra Roma e Parigi. Poeta, traduttore, critico teatrale e francesista. Ha tradotto Molière, Baudelaire, De Sade, Balzac, con la cura e i saggi introduttivi per la Newton Compton Edizioni. Con Alfo Petrini ha curato la libera traduzione e adattamento dal francese del poema drammatico “La tragedia dell’uomo” dell’ungherese Irme Màdach per l’Ente Teatrale Italiano 1991.

Clarté d’eté

Clarté d’eté

Non più questo cortile intorno

non i giovani garzoni
con una bionda accanto

non il campanile rosso

non il pomeriggio
né il borgo

non i rintocchi di cuori
non le piazze
non gli amori

nemmeno il mondo

tu sorridi ed è l’estate.

(L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

Io t’amo – Inedito per una passante

Pensiero Attivo / Dale Zaccaria

Il difficile non è scriverla la poesia, quanto trovarla, mantenerla, farla vivere nei propri occhi, nel proprio cuore, nella propria vita.

In Italia c’è il mancato riconoscimento del merito, il fatto che se hai talento ti ostacolano. Il talento diventa un elemento che va a rompere gli equilibri di mediocrità e compromesso di un sistema clientelare, dove la parola conoscenza equivale a raccomandazione.

Ritengo che l’arte, la poesia, la scrittura, se non sono retti da un progetto più grande, che sia migliorare, cambiare, dare nuovi punti di vista e opportunità alla persone, apportare bene e bellezza al mondo, ecco, allora non valgano nulla, restano velleità, narcisismi vuoti e inutili.