Pier Paolo Pasolini Politic Sound Poetry Project
SOUND saQi Rites of Passage Louise Lodigensky
VOICE Dale Zaccaria
I cittadini italiani vogliono consapevolmente sapere?
Filastrocca della Memoria – Giorno della Memoria
Filastrocca della Memoria
Filastrocca della memoria
chi dimentica non ha né
presente né storia. Chi tace
del Male si fa complice e capace.
L’orrore al mondo va ricordato
perché più nessuno venga
né ucciso né umiliato.
Da quello che è stato imparate
e al Nero mai forma né vita
voi date.
Filastrocca della Memoria da Filastrocca delle bimbe e delle donne.
Dipinto I Camalioni
Io sono una, ma sono tante.
Io sono una, ma sono tante.
Io sono Anna, Daniela, Chiara, Maria, Lena, Grazia, io sono una, ma sono tante. Sono la donna che è stata picchiata. Sono la donna che ora è picchiata. E lui, lui è Andrea, Michele, Gabriele, Nicolò, lui è uno, ma lui è tanti. Che mi ha picchiato. Che mi sta picchiando. Ed è ora Gennaio, ora Marzo, ora Luglio, ora Agosto, è ogni giorno, mese, tempo dell’anno. Ed è in Italia, ma è in ogni parte del mondo. Io sono ferma a terra. Lui mi colpisce. Mi ferisce. Sono madre. Sono nubile. Sono incinta. Sono sola. E sono pugni dietro la schiena. Ed è un pugno dentro la bocca. Sono le mie mani, le mie ginocchia, è la sua voce che mi dice: “puttana”, la sua faccia, il corpo che ho sopra. Sono i miei lividi. Sono uno, ma sono tanti. Sono le botte prese da me e da ogni donna, in questa sera, in questa mattina, in ogni giorno e luogo del mondo. Davanti a mio figlio. Davanti a mia figlia. Lui padre, marito, compagno con le mani macchiate, l’anima sporca a sporcare la mia. Io sono Anna, Daniela, Chiara, Maria, Lena, Grazia, io sono una, ma sono tante. Sono la donna che è stata picchiata. Sono la donna che ora è picchiata. Con il suo fiato dietro la schiena che mi dice “puttana”. Con la sua mano davanti alla bocca. Con il suo corpo ad uccidere il mio. Lui che è uno, ma lui che è tanti. Vestito di rabbia e menzogna a spogliare il mio cuore, a violare il mio amore. Lui è Andrea, Michele, Gabriele, Nicolò, lui è uno, ma lui è tanti. Che mi ha picchiato. Che mi sta picchiando. In questo Gennaio, Marzo, Luglio, Agosto, ogni giorno, mese, tempo dell’anno. Ora qui, ma oggi e domani, in ogni parte del mondo. Perché io sono Anna, Daniela, Chiara, Maria, Lena, Grazia, io sono una, ma sono tante, sono la donna che non si è piegata, la madre che non si è arresa, la nubile in difesa, la donna incinta di coraggio, la donna sola senza paura, che ora, qui, domani, sempre, ti porterà la vergogna di uomo violento, di uomo impotente, in questo luogo e in ogni parte del mondo.
(mio scritto all’interno dello spettacolo Franca Rame Project Il maschio prepotente)
Luisa, storie di donne e di resistenza – Audio Promo
Io mi chiamo Luisa, sono nata un giorno caldo di
Luglio. Appartengo alla 7 Brigata GAP Gianni
Garibaldi, con il grado di sottotenente, faccio
l’infermiera e la staffetta. Sono stata fatta
prigioniera durante un rastrellamento in grande
stile fascista. All’alba di questo 22 Giugno del 1944.
Mi hanno torturato, picchiato, violentato, messo due
volte la corda al collo, non ho mai parlato. Mi sono
finta matta e mi hanno internata in manicomio, a
San Giovanni in Monte. Sono uscita il 14 Marzo del
1945. Due mesi dopo c’è stata la Liberazione.
Fiore di campo di Peppino Impastato – Audio Poesia
Fiore di campo testo poesia di Peppino Impastato
voce interpretazione Dale Zaccaria
sound Carmen Consoli
Ti auguro lirica da Il bianco e l’impuro
Ti auguro che l’amore
ti sia accanto nel tuo cammino
di donna.
Ti auguro di avere occhi
per la bellezza sempre
e mani da mettere al cuore
con l’umiltà e la speranza.
Ti auguro momenti di gloria
e di grande umanità.
Ti auguro di sorridere
e di gioire del poco e
del niente e che tu possa
avere ogni giorno in cambio
pane e verità.
Ti auguro che la poesia
ti segua e ti sollevi
dalla confusione del mondo.
Ti auguro di essere profondamente
amata nel mistero di ogni cosa
come vuole il dubbio e la rosa
senza le parole degli uomini.
Dale Zaccaria da Il bianco e l’impuro SIAE 2017
Zygmunt Bauman e la cultura consumistica – audio
Questa cultura consumistica sempre così pronta a promuovere a vendere a trovare l’occasione
giusta per acquistare.L’unica medicina universale per qualsiasi desiderio degli esseri umani
e in modo particolare il desiderio di essere degni, di avere una vita che rispetta e venga rispettata
e poi il desiderio di felicità, questa è la cosa che noi vorremmo raggiungere,questa felicità
è raggiungibile fondamentalmente oggi tramite il consumo, così ci viene fatto credere.Sembra che la ricerca
della felicità debba passare tutto per un punto vendita.In alcune strade, in alcuni supermercati,
su alcuni ripiani sembra che li ci sia la medicina per risolvere i nostri problemi.Il nostro obiettivo
il nostro compito è di andare a cercare questi prodotti,e noi siamo così presi dal cercare queste
medicine che praticamente ci siamo dimenticati il vecchio modo con cui cercavamo di raggiungere la felicità
ad esempio il piacere bellissimo del chiacchierare,del parlare, dell’aiutare l’altro (…) ZYGMUNT BAUMAN





