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Abstract Franca Rame Project Collebeato (Brescia)

( Franca Rame in Isabella le tre caravelle e un cacciaballe – da questa commedia è tratta l’immagine ufficiale utilizzata per il Franca Rame Project) Premessa Nello spettacolo denuncia che si terrà sabato 5 Ottobre a Brescia nel comune di Collebeato ho voluto intraprendere in parte quello che era il lavoro che facevano la famiglia Rame, antica famiglia di tradizione teatrale di burattini e marionette, risalente al 1600, in cui racconta Franca, nel loro teatro errante, mettevano in scena spettacoli partendo da storie del luogo dove poi si esibivano. Quindi ho costruito il Franca Rame Project attingendo anche da storie come la Vergine di Collebeato, una bianca camelia, nata proprio all’interno del Parco del 1 Maggio dove si terrà l’evento, sino a casi di violenza di donne nel bresciano. Abstract spettacolo Franca Rame Project Collebeato Brescia Partendo dalla rilettura di Adamo ed Eva di Dario Fo e Franca Rame passando per il testo Anatomia dell’Amore di Martin. S. Bergamann e l’estratto Bisogno d’amore da Sesso? Grazie, tanto per gradire! Si arriverà al tema della violenza: dalla narrazione della Camelia, La vergine di Collebeato, la leggenda antica e orientale di questo fiore, attraversando passi della Bibbia sia dell’ Antico che del Nuovo testamento su la figura e la condizione della donna, arrivando poi ai casi di violenza su le donne nel bresciano sino allo stupro di stato e politico di Franca Rame. Una commistione video -teatrale tra giornalismo d’inchiesta poesia storia teatro e attualità per riflettere sui temi dell’ amore e della violenza. video Adamo ed Eva di Franca Rame e Dario Fo Lo stupro di Franca Rame La mamma fricchettona da Tutta casa letto e chiesa di Franca Rame e Dario Fo quando e dove sabato 5 Ottobre 2013 ore 21,00 presso il Salone Serra all’interno del Parco del 1 Maggio Collebeato Brescia ingresso a offerta libera in collaborazione con Arci Cobas Casa delle donne di Brescia centro anti-violenza

Pensiero Attivo / Dale Zaccaria

Il difficile non è scriverla la poesia, quanto trovarla, mantenerla, farla vivere nei propri occhi, nel proprio cuore, nella propria vita.

In Italia c’è il mancato riconoscimento del merito, il fatto che se hai talento ti ostacolano. Il talento diventa un elemento che va a rompere gli equilibri di mediocrità e compromesso di un sistema clientelare, dove la parola conoscenza equivale a raccomandazione.

Ritengo che l’arte, la poesia, la scrittura, se non sono retti da un progetto più grande, che sia migliorare, cambiare, dare nuovi punti di vista e opportunità alla persone, apportare bene e bellezza al mondo, ecco, allora non valgano nulla, restano velleità, narcisismi vuoti e inutili.