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Luisa: storie di donne e di resistenza

Luisa storie di donne e di resistenza

locandina con logo anpi

Con il patrocinio dell’Anpi Comitato Provinciale di Roma. http://www.anpiroma.org/
http://womeninculture.wixsite.com/feministarte/luisa-storie-di-donne-e-di-resisten

“ Ma Luisa che cosa credi che stiamo qui a farci pestare come codighe a crepare per che cosa, per dopo no, per quando saremo liberi, e allora verrà il Comunismo e lo faremo noi”

“Io mi chiamo Luisa, sono nata un giorno caldo di Luglio. Appartengo alla 7 Brigata GAP Gianni Garibaldi, con il grado di sottotenente, faccio l’infermiera e la staffetta. Sono stata fatta prigioniera durante un rastrellamento in grande stile fascista. All’alba di questo 22 Giugno del 1944. Mi hanno torturato, picchiato, violentato, messo due volte la corda al collo, non ho mai parlato. Mi sono finta matta e mi hanno internata in manicomio, a San Giovanni in Monte. Sono uscita il 14 Marzo del 1945. Due mesi dopo c’è stata la Liberazione.” estratto testo

Furono molte le donne italiane che presero parte alla resistenza al nazi-fascismo. Molte le combattenti accanto ai partigiani, altrettante le donne di supporto con il ruolo di staffette o organizzate in gruppi di difesa. Si conta che quasi due milioni di donne fecero parte alla Resistenza. Questo monologo parte dalla storia di una vera partigiana bolognese, sottotenente e medaglia di bronzo, appartenente alla 7ª brigata GAP Gianni Garibaldi il cui racconto è narrato dalla voce di Franca Rame con piccole variazioni della stessa. Si parte da la partigiana Luisa-Franca Rame per evocare le tante partigiane d’Italia, ricostruendo un momento storico di lotta e resistenza e tenendo viva la memoria su un frammento importante di storia mondiale.

monologo a cura di Dale Zaccaria con un brano audio di Franca Rame e Dario Fo Nada Pasini da Basta con i fascisti e brani di memoria e ricerca storica.

Pensiero Attivo / Dale Zaccaria

Il difficile non è scriverla la poesia, quanto trovarla, mantenerla, farla vivere nei propri occhi, nel proprio cuore, nella propria vita.

In Italia c’è il mancato riconoscimento del merito, il fatto che se hai talento ti ostacolano. Il talento diventa un elemento che va a rompere gli equilibri di mediocrità e compromesso di un sistema clientelare, dove la parola conoscenza equivale a raccomandazione.

Ritengo che l’arte, la poesia, la scrittura, se non sono retti da un progetto più grande, che sia migliorare, cambiare, dare nuovi punti di vista e opportunità alla persone, apportare bene e bellezza al mondo, ecco, allora non valgano nulla, restano velleità, narcisismi vuoti e inutili.