http://www.frasicelebri.it/citazioni-e-aforismi/frasi/carpe-diem/

Press

Nel suo amore_franca

http://www.torresina.net/2015/03/18/14475/domenica-22-marzo-primo-anniversario-circolo-franca-rame


Nel suo amore

http://montemario.romatoday.it/ottavia/il-circolo-letterario-franca-rame-compie-1-anno-poesia-e-impegno-sociale-alla-stazione-di-ottavia.html


SUDEST.IT NEL SUO AMORE VENTIDUE POESIE NOTA CRITICA DI GIULIANO LOZZI (22/11/2014)

sudest nota critica di giuliano lozzi nel suo amore

Nota critica di GIULIANO LOZZI

Le ventidue poesie di Dale Zaccaria si leggono tutte d’un fiato, e danno un messaggio di grazia in un devastante momento culturale come quello che stiamo vivendo.

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Si tratta di una grazia mista a tenacia perché dietro ogni componimento si ascolta la voce solenne delle donne, in generale, e di Franca Rame, in particolare, alla quale sono dedicati questi versi liberi. Il femminile, presente in varie accezioni simboliche, è la cifra che sottende a Nel suo amore ed è l’elemento di raccordo tra il cielo e la terra (“la donna/ è l’impasto del cielo”), ma anche, più semplicemente, tra il mondo della natura e la dimensione umana (“parto e paura”). La coralità delle donne (“fummo donne/ ma prima che donne/ fummo spiga”) si alterna a volte a un dialogo dell’autrice con Franca Rame, a volte a uno scambio tra sorelle (“dormi sorella su queste barricate”), altre volte alla prima persona dell’io lirico il quale, in alcune delle ventidue poesie, ama isolarsi e condensare la propria riflessione in pochi versi (“Ama e resisti, proteggi/ e non pronunciando l’amore”). Sullo sfondo di un’alternanza di voci che sembra ricordare gli stasimi delle tragedie greche, la lingua di Dale Zaccaria attinge al mondo della natura, soprattutto a quello floreale, e a quello astronomico. Alla rosa bianca emblema del messaggio di grazia nel nome di Franca Rame rispondono le “diciotto stelle” le quali, come obbedendo a una sorta di cabala, sono le donne più belle, vale a dire quelle che lottano per l’amore. Tutte le poesie sono, infatti, come ricorda il titolo della raccolta, un atto di fede nell’amore universale. In questo l’autrice si allinea a grandi scrittrici del passato alle quali sta a cuore il tema dell’amore, non solo inteso come eros, ma anzitutto come principio che nutre una concezione “altra” del mondo: mi vengono in mente grandi intellettuali come María Zambrano e Lou Andreas-Salomè, ma anche, ovviamente, poetesse tra loro lontane come Saffo, Gaspara Stampa o Ingeborg Bachmann. E proprio a Bachmann e al suo concetto di utopia sembrano ispirarsi alcuni, audaci versi che promettono “un mondo migliore/ un mondo possibile”. La vera protagonista di Nel suo amore è, comunque, Franca Rame, definita la “mia Regina”, la “vasta Signora/ dei giusti”, la “donna madre” che unisce, conciliandoli, i valori positivi del femminile e l’amore universale che tutto muove. È intorno alla figura di Franca che si muovono le stelle, che cantano le donne sì, ma anche gli uomini, che vive la natura e che si irradiano, come raggi di sole, i versi di queste ventidue poesie.

Giuliano Lozzi, dottore di ricerca in germanistica, è insegnante di lingua tedesca all’Università di Viterbo. Si è occupato di letteratura tedesca del Novecento. Attualmente sta indagando la figura di Antigone nella teoria femminista e post-femminista.

http://www.ilsudest.it/cultura-menu/55-cultura/5205-nel-suo-amore-ventidue-poesie-di-dale-zaccaria.html


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Roma che verrà
Storie di donne. Dale Zaccaria ricorda Franca Rame

di Donatella D’Acapito –
Se ne è andata un anno fa, Franca Rame. Se ne è andata quasi in silenzio, dopo una malattia che l’aveva colpita mesi prima. Un nome che non lascia indifferenti: simbolo di battaglie e di dignità per molti; scomodo per chi mal digeriva l’ideale dell’autodeterminazione femminile che proponeva. Nome sacro per le generazioni venute dopo, anche se molti non ne conoscono neanche bene la ragione, ma si accontentano di associare quel nome di donna a quello del premio Nobel Dario Fo, marito e compagno di Franca.
Stasera la casa delle donne di Lucha Y Siesta ricorderà la Rame con due reading teatrali a partire dalle 20: Franca Rame Project – Amore e Lotta, a cura di Dale Zaccaria con l’introduzione di Martha Pulina; Rame sostanza Franca …il testo è un pretesto, a cura di Degender Communia e regia di Donatella Mei.

Franca non c’è più, ma quando Dale Zaccaria (che abbiamo raggiunto telefonicamente) ne parla, lo fa spesso al presente.
“Franca ha cambiato completamente la mia vita. Perché attraverso lei è impossibile la menzogna. Ecco: è come se con Franca avessi sempre la verità delle cose, anche in maniera dura. Proprio perché, citando dei versi a lei dedicati da Stefano Benni: ” Non so fingere altro che verità”. Amare Franca, attraversarla, farne parte della mia opera e scrittura, mi porta sempre a fare i conti con la verità, non c’è via di fuga, perché Franca stessa è una persona che porta con sé il senso profondo della verità, con il suo prezzo da pagare ovviamente, ma è il prezzo che ha la libertà. Seguire gli insegnamenti di Franca significa arrivare alla verità e alla libertà”. Dale scopre la figura della Rame negli ultimi anni. È una scrittrice a tuttotondo e poetessa per vocazione.

D. Come nasce il Franca Rame Project?
R. “Nasce nel 2011. È uno spettacolo denuncia in cui c’è tutta una parte di giornalismo d’inchiesta su fonti degli Anni Settanta a cui ho lavorato e su cui continuo a lavorare, perché il materiale è tanto e perché c’è materiale di quegli anni che potrebbe essere stato manipolato. È come se dessi concretezza alla frase che chiude il monologo Lo stupro, quella in cui Franca dice: “Li denuncerò domani”. Provo a ricostruire il perché, chi, e quali sono state le figure che hanno reso possibile ciò che è successo a Franca. È come se ricostruissi il quadro attorno alla violenza: lei nel monologo descrive quello che le è successo; io contestualizzo chi lo ha fatto. Questo è il fulcro. Poi, grazie all’arte di Franca e Dario (Fo, ndr), sono riuscita a costruire vari abiti sul Franca Rame Project, utilizzando il lavoro sui vangeli apocrifi oppure quello sull’amore e avvalendomi in questo caso della loro grande arte. È uno spettacolo aperto. Non lavoro su testi scritti: è come se ogni volta operassi su dei canovacci, rendendo lo spettacolo una volta più poetico ed un’altra più teatrale. Inoltre mi avvalgo dei video di Franca”.

D. Cosa ti ha sconvolto maggiormente rispetto a ciò che hai scoperto in questa tua ricostruzione su ciò che è avvenuto a Franca?
R. “Che lo stupro di Franca è uno stupro di Stato. Lo sapevano e lo hanno detto più volte anche Franca e Dario. C’è stata la complicità dello Stato e dei poteri occulti e deviati. Nel 1973 era Presidente del Consiglio Giulio Andreotti. Se si conoscono i mandanti, purtroppo poco si sa sugli esecutori materiali. Lo scorso anno, nella commemorazione che c’è stata al Senato, è stato proprio il Presidente Grasso a chiedere che venisse fuori la verità. Grasso ha detto testualmente: “Una così ampia notorietà, mai disgiunta dalla costante volontà – politica nel senso più alto del termine – di incidere sulla coscienza collettiva, provocò l’oscena rappresaglia degli ambienti ideologicamente più avversi: nel marzo del 1973, con gesto ignobilmente punitivo e dimostrativo, in una parola terroristico, Franca Rame venne rapita e violentata da un gruppo di estremisti di destra. Questo odioso ed efferato delitto di matrice neofascista, con il coinvolgimento di apparati antidemocratici, di suggeritori occulti, resterà, dopo molti anni d’indagini e processi, impunito per l’intervenuta prescrizione del reato. Eppure Franca riuscirà a mostrare a tutti, compresi i suoi aguzzini, la sua fibra fortissima riuscendo, nel giro di pochi anni, a convogliare il dolore e il disgusto in un’accorata e liberatoria occasione di denuncia e riflessione collettiva, scrivendo e portando in scena un monologo intitolato Lo stupro. Di fronte alla bestialità di quello stupro, lo Stato democratico e sano ha il dovere di capire fino in fondo la verità, di riparare, di non girarsi dall’altra parte quando servitori fedeli delle Istituzioni, anche a rischio certo di emarginazione, hanno il coraggio di affermare quello che hanno visto e sentito. E’ nostro immutato dovere capire ancora oggi gli intrecci con le stragi e le cause che hanno finora impedito di acclararne le responsabilità”.

Jacopo (il figlio di Dario e Franca, ndr) ringrazierà il Presidente Grasso per il suo intervento.

D. Cosa è successo dopo lo stupro?
R. “Mi sconvolge pensare agli attacchi che Franca ha dovuto subire anche dopo lo stupro, alle continue minacce, agli atti di terrorismo psicologico che ha subìto con telefonate. Anche in questo caso lo Stato non ha taciuto. Franca non era minacciata da una persona in particolare, da un ex, da un soggetto che è possibile identificare, e questo la faceva vivere in uno stato di maggior tensione. Franca veniva attaccata e minacciata per il suo impegno politico. È stata pesantemente insultata anche dopo la sua morte. La notizia stessa della sua morte è stata accolta con frasi irripetibili anche sul web. Atti di inciviltà e di vigliaccheria che voglio denunciare con forza. Atti figli della pochezza umana e del degrado anche sociale e culturale che stiamo vivendo”.

Dale ricorda anche la bagarre nata attorno al servizio del Tg2 subito dopo la morte di Franca: “Lo stupro viene ricordato e non è per nulla contestualizzato. Si sintetizza con le parole agghiaccianti. Nel servizio, infatti, si dice: Una donna bellissima, amata e odiata – dice il Tg2 – Chi la definiva attrice di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera per un ideale di militanza politica totalizzante. E chi invece la vedeva come la pasionaria rossa che approfittava della propria bellezza fisica per imporre attenzione. Finché il 9 marzo del 1973 fu sequestrata e stuprata. È su quel finché…”

D. Il nome di Franca Rame è cucito a doppio filo con le battaglie femministe, lo stupro subito e il coraggio della denuncia. Nonostante il tempo trascorso, le cronache sono ancora piene di episodi di violenza contro le donne, il corpo femminile appare ancora come un oggetto a disposizione del piacere maschile e le generazioni più giovani sembrano quasi serenamente rassegnate ad un ruolo del genere. Secondo te, cosa direbbe Franca?
R. “Franca diceva che si è tornate indietro rispetto agli anni Settanta; parlava proprio della mercificazione del corpo, soprattutto con l’avvento delle televisioni di Berlusconi. Se Franca fosse qui e vedesse la storia delle baby prostitute si soffermerebbe a rifletterci: ha lavorato tanto sul ruolo della donna – ricordo lo spettacolo Tutta casa, letto e chiesa – soprattutto nella speranza che la donna non rimanesse relegata a quel ruolo. La nostra società purtroppo è rimasta patriarcale, maschilista e cattolica. Le giovani hanno assorbito i valori del consumismo e questo non le aiuta. Spesso non è stato loro trasmesso il valore delle battaglie fatte”.

D. Cosa serve per far capire ad una giovane donna che la sua identità viene prima del giudizio di un uomo, che il suo privato è inviolabile e che deve decidere lei a chi aprire e a chi no?
R. “Serve formare la coscienza. I giovani devono conoscere la storia da dove vengono. Con le ragazze bisogna lavorare sul rispetto di loro stesse, sul valore della donna. Oggi non è semplice. Pasolini diceva che il consumismo ha sostituito dei valori con altri falsi ed alienanti. La donna, quindi, si ritrova a dover piacere a tutti i costi, ad utilizzare la propria immagine in un certo senso. Certo che non è facile, ma credo che la cultura – in tutti i suoi aspetti – possa aiutare ed indirizzare le giovani donne ed i ragazzi. Anche indirizzarli alla bellezza”.

D. E tutta questa violenza?
R. “La violenza è un fatto trasversale. Tocca tutti e tutte uomini e donne. Franca ci insegna a denunciare pubblicamente la violenza e l’abuso. Ci insegna a non tacere, anche perché il silenzio diventa nutrimento per chi commette l’abuso. Io l’ho fatto. Ho denunciato pubblicamente attraverso scritti satirici, articoli o con libri inchiesta che sto facendo – ma anche legalmente – per quanto riguarda abusi sul web, situazioni di prepotenze nei miei confronti, alla mia persona, e al mio lavoro artistico. Se la denuncia legale serve come deterrente, più efficaci sono invece le denunce pubbliche come quelle fatte da Franca col monologo Lo stupro. Non bisogna avere paura di denunciare pubblicamente mai: Franca insegna questo. Lo ha ricordato proprio Dario Fo in una recente intervista, invitando non solo a portare alla luce la verità, ma anche invitando ognuno a fare il proprio dovere. Sulla violenza e sulle varie tipologie, vorrei ricordare che Franca sosteneva sempre che la peggior nemica della donna è la donna”.

D. Perché?
R. “Perché è frutto dell’incoscienza. Vivendo in una società maschilista e patriarcale, siamo portate non alla solidarietà ma alla competizione, e spesso alla competizione non sana. Viviamo la gelosia, l’invidia, la prevaricazione. Le donne, anziché essere solidali, diventano nemiche”.

D. Quindi, siccome i maschi sono abituati ad avere quello che hanno perché lo hanno conquistato già (per una sorta di diritto di nascita) possono condividerlo; siccome invece le donne faticano ad averlo, allora si mettono l’una contro l’altra…
R. “È capitato anche a me, proprio per il mio impegno, per la mia scrittura. Anche con lo stesso Franca Rame Project: ricevo più attacchi dalle donne che dagli uomini. Ho anche manifestazioni di solidarietà, è ovvio, ma mi sorprende che proprio nel mio ambiente – quello letterario e poetico – la maggior parte dei soggetti che mi criticano sono donne. L’invidia, forse, è più femminile. È paradossale ma è così. Mi è sembrato sciocco lo abbiano fatto anche nei confronti di Franca Rame. Fra l’altro, in questo modo, non fanno altro che fare il gioco del potere maschile. Un gioco che non porta da nessuna parte”.

D. Cosa ti aspetti dalla serata di oggi?

R. “Mi aspetto di condividere e ricordare Franca e quello credo sia uno dei luoghi migliori dove farlo, perché è la casa delle donne. Domani non parlerò della violenza: sarà un momento più poetico e teatrale. È un momento di ricordo di Franca e vorrei che Franca è tante altre cose: è una grandissima attrice, è bellezza, poesia, teatro. È stata una donna attaccata anche perché era una battagliera, era una donna che aveva il coraggio di denunciare e quindi dava fastidio. Mi aspetto di poter arrivare al cuore delle persone e di condividere il ricordo di lei. Franca mi ha lasciato una frase: ti ho detto delle madri. Per capire un uomo bisogna chiedersi che madre ha avuto. Se l’uomo rispettano la madre rispetteranno poi le donne.Le madri sono il fulcro”.

Le madri sono il fulcro. E se è vero che bisogna guardare a loro per capire gli uomini, è altrettanto vero che sta alle madri insegnare alle figlie la sacralità del loro valore, della loro identità. Perché rispettino ed esigano rispetto. Perché imparino ad essere solidali.
Stasera a Lucha Y Siesta si ricorda Franca Rame. Le sue battaglie sono iniziate più di quarant’anni fa e lei se n’è andata lo scorso anno. Mentre aspettiamo Franca – donna, madre, moglie, figlia, compagna, autrice, attrice, senatrice – apprendiamo che l’assessore alla Cultura del IX municipio, Laura Crivellaro, è stata vittima di stalking da parte di un ex; che in Sudan la giovane Meriam – condannata a morte per impiccagione perché cristiana – ha dato alla luce questa notte il suo secondo figlio in carcere, perché non le è stato concesso il trasferimento in ospedale. E apprendiamo che in Pakistan una giovane donna è stata lapidata dalla famiglia perché ha scelto di sposare l’uomo che amava.
Roma, 28 maggio 2014


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TELEPRENSA
PERIÓDICO DIGITAL DE MADRID

MADRID.- Se estrena una doble obra de teatro, en italiano, traída en exclusiva para la Capital. La primera sesión tendrá lugar el próximo 7 marzo entre las 19 – 21 hrs., en la librería Enclave de Madrid: Calle Relatores 16, metro A. Martin o Tirso de Molina

Homenaje a Franca Rame

A cargo de:
Dale Zaccaria de Franca Rame Project, Italia.
Eva Bolaños, psicologa e investigadora sobre violencia de genero.

Proyección del video: La Violación.

Traducción y e interpretación: Antonia Cilla.
Presenta: Mariangela Casalucci.

Franca Rame, la actriz, esposa y socia creativa del premio Nobel de Literatura Dario Fo ha muerto en Milán el 29 de mayo 2013. Tenía 83 años.
Con Dario Fo en 1958 fundó la Compagnia Dario Fo-Franca, que revolucionó el teatro en Italia. Rame allanó las fronteras entre teatro y activismo político y civil. La mujer es tema recurrente de la obra de Franca Rame. En 1973, Rame denunció haber sido violada por un grupo de fascistas. Para ellos escribió ‘Lo stupro’ que se proyectará subtitulado durante el encuentro del 7 marzo.

Evento en facebook:
https://www.facebook.com/events/641867162544531/?source=1

Segudo Evento.

8 de marzo a las 20:00 hrs., en el teatro de la escuela italiana de Madrid: Calle Ríos Rosas 57, Madrid, metro Ríos Rosas

Título: FRANCA RAME PROJECT de DALE ZACCARIA.

Franca Rame murió el pasado 29 de mayo 2013, en Milán . Tenía 83 años.
Fundó con Dario Fo, en 1958, la Compañía Dario Fo-Franca que revolucionó el teatro en Italia. Rame allanó las fronteras entre teatro y activismo político y civil.
La “mujer” ha sido tema recurrente de la obra de Franca Rame. En 1973, Rame denunció que fue violada por un grupo de fascistas y por eso escribió “El estupro”
La artista italiana Dale Zaccaria estará en Madrid para presentar este espectáculo que habla de Franca Rame, mujer y artista.

Entrada: la voluntad

Evento en facebook:
https://www.facebook.com/events/246204875547276/?source=1

LINK DIFFUSIONE COMUNICATO E STAMPA

http://madrid.tomalaplaza.net/2014/03/05/7-y-8-marzo-franca-rame-y-violencia-de-genero/

http://www.diagonalperiodico.net/agenda/evento/22028-homenaje-franca-rame-madrid.html

http://enclavedelibros.blogspot.com.es/2014/02/homenaje-franca-rame-7-y-8-de-marzo.html

http://www.agitamadrid.org/eventos/homenaje-franca-rame

http://bellaciaogrecia.wordpress.com/2014/02/24/franca-rame-a-madrid/

 

 


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Franca Rame sei mesi dopo Fo la ricorda al Cantiere
A sei mesi dalla sua scomparsa,

La Repubblica 29 Novembre 2013

“Franca.Ciao bella ciao” è una serata organizzata dal Cantiere per ricordare Franca Rame, l’artistae l’intellettuale battagliera in prima linea contro il potere, le sue distorsioni e i suoi abusi. Sempre dalla parte di chi da quel potere viene schiacciato: donne, migranti, clandestini, emarginati. Si comincia alla 20 con gli interventi di Dario Fo e Claudia Pinelli e si prosegue con lo spettacolo Li denuncerò domani con Dale Zaccaria a cura del Franca Rame Project, collage di testi molto politici sulle stragi fasciste e di stato.A partire da quella di Piazza Fontana, in vista dell’anniversario del 12 dicembre. Cantiere via Monte Rosa 84, dalle 20.
www.cantiere.org.


Stalking mai più vittime. L’invito lanciato durante il Franca Rame Project

Gazzetta del Mezzogiorno 5 Settembre 2013

 

 


Sul palco nel nome di Franca Rame ” No alla violenza contro le donne”

Corriere della sera – Corriere del mezzogiorno

Lo spettacolo di Dale Zaccaria a Canosa di Puglia
L’evento del Movimento internazionale anti-stalking

CANOSA DI PUGLIA – «Il confronto con una donna e un’artista del calibro di Franca Rame (la più grande donna che la storia italiana abbia avuto per me) è qualcosa che ti cambia la vita e sembra che quello fatto fin ora nella mia arte (la poesia) sia tutto da azzerare e così da ricominciare». Dale Zaccaria porta in scena sabato 31 agosto a Canosa di Puglia, nel palazzo Palazzo Iliceto, «Franca Rame Project», uno spettacolo denuncia contro la violenza sulle donne ripercorsa attraverso la vita artistica di Franca Rame e di Dario Fo.

LO SPETTACOLO – L’impegno politico e le battaglie che l’artista italiana ha mantenuto durante la sua vita sono state fonte d’ispirazione per la poetessa di Subiaco. «Franca Rame Project è uno spettacolo che ogni volta indossa un abito diverso, si adatta a contesti e pubblico», spiega Zaccaria. Si parte dalla rilettura di «Adamo ed Eva» dal Dario Fo e Franca Rame, passando per il concetto d’Amore con Dante attraverso la «Vita Nova» e l’estratto «Bisogno d’amore» da «Sesso? grazie tanto per gradire!», per arrivare al tema della violenza, e con episodi presenti e narrati anche nella Bibbia. L’evento, che si inserisce nell’ambito delle iniziative per la sensibilizzazione al terribile fenomeno della violenza sulle donne, è stati organizzato in collaborazione con il Movimento internazionale anti-stalking, anti-pedofilia e pari opportunità, l’associazione Teame Eventi 33 – Banfi Day Fan Club Canosa e la Fondazione Archeologica Canosina, con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia Barletta-Andria-Trani.
L’INIZIATIVA – Durante lo spettacolo sarà promossa, con il sostegno di Fidapa Canosa, anche la raccolta fondi per l’acquisto di un geolocalizzatore satellitare «Helpy», che il Movimento internazionale anti-stalking concede in comodato d’uso gratuito a chi sporge querela per le violenze subite, al fine di consentire l’identificazione della posizione geografica nel mondo reale e, tramite il tasto antipanico, di lanciare un allarme nel caso il possessore sia in situazione di pericolo o disagio.

Michela Ventrella
26 agosto 2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Basta violenza contro le donne arriva il Franca Rame Project

Gazzetta del Mezzogiorno 26 Agosto 2013


Connessioni letterarie 8/3/ 2013

Connessioni letterarie: 8 Marzo: Franca Rame Project

8 marzo 2013: l’ennesima occasione per celebrare la festa della donna. Contenti i fiorai, contenti i pasticceri, contenti gli organizzatori di eventi e serate a tema. È la festa della donna. Ma di quale donna? Quella che lavora negli uffici al fianco degli uomini, senza averne nei fatti, nella sostanza e nell’ombra ancora gli stessi diritti? Quella che riassetta la casa, invisibile, per meriti, alla società e alla sua stessa famiglia? Quella che mette al mondo i figli di un amore che, quando potrà, dimenticherà di essere stato tale e alzerà la sua mano per colpirla a morte? Quelle che scrivono versi, che ballano, che recitano, che dipingono, che studiano per mettere a servizio degli altri la propria intelligenza e che dovranno faticare il doppio per far sì che dietro l’avvenenza sia riconosciuta una capacità? La madre. La casalinga. La figlia. La moglie. L’amante. La collega. Quante maschere per l’essere umano che è l’altra metà del cielo, l’altra metà del mondo, l’altra metà della vita.
Davanti a queste maschere i fantasmi dell’inconscio maschile, i secoli di storia scritta dagli uomini, una storia che di fronte ai movimenti femministi del primo Novecento, che hanno avuto parte attiva nelle lotte sociali portate avanti dai partiti socialisti, ha chinato la testa e ha accettato l’istituzione di una giornata dedicata alla memoria delle conquiste sociali, politiche, economiche delle donne. Conquiste. Già. Eppure una conquista per definizione stessa comporterebbe il possesso di quello che si è conquistato. Soprattutto, chi conquista dovrebbe poi avere il rispetto della controparte a cui ha strappato il possesso di qualche cosa per meriti dimostrati sul campo. E questo non è il caso delle donne. Alle donne gli uomini, per convenienza, hanno concesso il voto, il divorzio, l’aborto, l’abrogazione del matrimonio riparatore. Passano per queste leggi le fasi dell’emancipazione femminile, leggi scritte dagli uomini per uomini forse stanchi di certe convenzioni. Non per le donne, non per il rispetto di una riconosciuta femminilità. Non saremmo qui. Non saremmo a riempire le nostre pagine di cronaca ogni tre giorni con una donna che subisce violenza.
Ancora la nostra aria ha l’odore di Dafne assediata da Apollo, delle Sabine rapite dai Romani, di Lucrezia violata da Tarquinio, di Artemisia stuprata da Agostino (Artemisia Gentileschi e Agostino Tassi, pittori del XVII secolo), di Franca Viola sequestrata e violentata per più giorni da Filippo Melodia, di Donatella Colasanti e Rosaria Lopez sequestrate e torturate da Giovanni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira (episodio tragicamente ricordato come il massacro del Circeo), degli stupri delle donne bosniache tra il 1991 e 1995. Ma soprattutto la nostra storia di italiani ha ancora l’odore di quello che fu definito lo “stupro di Stato”, perpetrato nei confronti di Franca Rame, aggredita il 9 marzo del 1973 da 5 neofascisti, nell’ambito di un’azione studiata dai carabinieri con lo scopo di intimidire la donna che in quegli anni svolgeva attività per “Soccorso rosso” in favore dei carcerati.
La violenza descritta dall’attrice nel 1975 attraverso il monologo “Lo stupro”, racconta il dramma di ieri e purtroppo le tragedie di oggi. Connessioni letterarie vorrebbe allora trovare un suo modo per ricordare le donne, invitando i suoi lettori non solo a partecipare al “Franca Rame project”, che si terrà venerdì 8 marzo – a cura di Dale Zaccaria con la collaborazione di Gualtiero Alunni, di Radio città aperta e di altri movimenti romani, presso la sede del consiglio metropolitano di Roma in via Giolitti 231 – ma anche a condividere sulle proprie bacheche facebook, nel giorno del 9 marzo, affinché la memoria si faccia denuncia, quanto detto da Franca Rame:

Quello che vorrei continuare a dire alle donne, anche dopo la mia morte, è di non perdere mai il rispetto di se stesse, di avere dignità. Sempre…

Franca Rame Project: un momento in cui il teatro sceglie di farsi riflessione, denuncia, progettualità per sostenere le associazioni che operano a tutela delle donne. Ne parliamo con Dale Zaccaria.

Che cos’è e come è nato il “Franca Rame Project 8 marzo”?

Lo spettacolo è nato più di un anno fa e già da tempo è stato portato in vari luoghi e città oltre che a Roma. È stato portato a Genova e in Puglia, a Trani, e sono stati raccolti e donati in queste due occasioni soldi per i centri-antiviolenza, quello di Genova, il centro antiviolenza Mascherona, e a Trani il centro Save. Lo spettacolo io lo definisco uno spettacolo denuncia in quanto è una commistione tra giornalismo d’inchiesta e brani audio e video del teatro di Franca Rame e Dario Fo. Il Franca Rame Project ogni volta è diverso, e questo grazie anche alla ricchissima arte dei Maestri Fo/Rame. C’è attraverso di loro la possibilità di creare ogni volta uno spettacolo nuovo con un abito diverso, ma alla base diciamo che resta sempre la denuncia della violenza sulle donne e in particolare quella compiuta in maniera ignobile su Franca.

Quali sono i tempi dello spettacolo? Vi proponete come obiettivi la denuncia, la memoria storica e la lotta: in che modo?

È uno spettacolo auto-prodotto che riesce a vivere grazie all’impegno di tutte quelle realtà che lo accolgono, da scuole a centri anti-violenza, a locali che possono essere un teatro o un circolo, in questo modo si crea un circuito di persone che ogni volta lavora affinché lo spettacolo possa prendere vita. Ho trovato tanto amore, tanta collaborazione in questo anno. I casi di persone che magari hanno disturbato più per egoismi e piccolezze personali sono stati rari per fortuna. Gli obiettivi sono sia la denuncia, sia la memoria storica che la lotta. Mi spiego meglio: intento dello spettacolo è quello di informare e ricordare, informare soprattutto le nuove generazioni che sono quelle più disinformate rispetto agli anni che vanno dal 1969 al 1980 e che vedono stragi, tentativi di golpe, la cosiddetta strategia della tensione, in questo clima si sviluppò l’atto, lo ripeto ignobile a Franca, con la responsabilità di apparati statali; tenere viva la memoria storica, denunciare attraverso la violenza subita da Franca tutte le violenze sulle donne. Si lavora affinché una verità, un pezzo di verità della storia d’Italia sia resa nota. Non esiste un tempo per questo spettacolo, mi sono detta, finché avrò forza di portarlo avanti, non solo per il grande amore che porto a Franca, ma per una coscienza civile che possa essere sempre più viva e più forte.

Non andrà in scena per la prima volta 8 marzo 2013. Ci sono state altre occasioni per proporre al pubblico questo spettacolo. Qual è stato il feedback ricevuto?

No, è un anno che è, come dire, “in scena”. Le occasioni, come detto sopra sono state varie, anche in luoghi diversi, grazie soprattutto all’impegno delle persone che l’hanno voluto nelle loro città. Il feedback ricevuto è positivo soprattutto da parte dei giovani, e poi succede che durante gli spettacoli mi si avvicinano donne, alla fine, che mi raccontano delle violenze subite, trovano forza e coraggio, e in quel momento capisco quanto sia importante continuare anche per loro.

Verrebbe da chiedersi, venendo da secoli di cultura “androcentrica”, che cosa manchi alle donne. In realtà il quesito è un altro: che cosa manca agli uomini per amare le donne?

Personalmente ritengo che solo i poeti, intendo quelli veri, possano amare profondamente una donna, perché amano la poesia che è donna anche lei. Ma diciamo che l’uomo, il maschile, risente di una cultura cattolica maschilista e macista secolare. Ci sono dei retaggi così atavici e antichi che non si buttano giù in un decennio, ma neanche in un secolo. Ma la cosa più grave e agghiacciante non è cosa manca agli uomini per amare le donne, ma perché tante donne amano uomini che le offendono, tradiscono e umiliano. Ecco, la riflessione da fare è perché le donne non si ribellano. Accettano di subire di tutto. Questo lo trovo intollerabile. Credo che la prima grande responsabilità parta proprio dalle donne, e ancora più grave, anche che le donne sono poco solidali tra loro, una categoria che io definisco “le meschine” ovvero le donne che sono contro se stesse. C’è da lavorare tanto, molto, e ancora. E non solo attraverso forme politiche sociali e culturali, ma attraverso “visioni”. E Franca Rame e Dario Fo insegnano.

La “questione femminile”, l’emancipazione delle donne è solo una virgola nello spazio temporale che unisce l’uomo primitivo a quello d’oggi. È drammaticamente evidente che tanti ancora saranno i sacrifici, i martiri delle donne. In questa ottica quale dovrà essere, a suo parere, il contributo della nostra generazione?

Verità innanzitutto, ricerca della verità e poi senso profondo della giustizia e infine libertà. Dobbiamo esigere una società migliore, giusta, meritocratica. Dobbiamo combattere ogni cultura mafiosa, dobbiamo guardare ai sacrifici di uomini e di donne della nostra storia, come se fossero dei ponti per condurci in un luogo che rappresentino un modello ideale, non dobbiamo perdere mai ideali e sogni, dobbiamo combattere, con la parola, con l’arte, con intelligenza. E dobbiamo riportare le donne, noi donne al centro del mondo, perché lo siamo, siamo creatrici, diamo la vita, gli uomini sono figli nostri, e come generazione dobbiamo lavorare a una cultura del rispetto e dell’amore, soprattutto nei confronti della sfera femminile.
Chiudiamo sempre le nostre interviste con due domande, che ci sembrano ancora più importanti in questo contesto.

La frase che le è piaciuto di più scrivere, leggere, recitare o sentire.

Ce ne sono tante. Ma una che in maniera particolare sento è di una grande poetessa, Alda Merini: “La cattiveria è degli sciocchi, di quelli che non hanno ancora capito che non vivremo in eterno”.

Un messaggio per i lettori di Connessioni letterarie…

Di non perdere mai la poesia, di lottare anche attraverso la scrittura, la lettura, le arti, per un mondo pulito e migliore. E di restare sempre in ascolto dei Maestri, quelli passati, come Pasolini e quelli che ancora abbiamo come Dario Fo e Franca Rame, perché i maestri ci parlano, ci indicano la strada.

Maria Mancusi

http://www.connessioniletterarie.it/wordpress/8-marzo-franca-rame-project/#more-2474


Franca Rame Project ” Per Maria e per tutte le Marie di questa terra” 25.11.2012

http://www.imieilibri.it/?p=12529

http://www.donnemanagerdinapoli.it/

http://www.traniviva.it/magazine/eventi/franca-rame-project

http://www.traninews.it/articoli/11565-centro-antiviolenza-save-di-trani-presenta-franca-rame-project.asp

http://247.libero.it/focus/23527844/8/franca-rame-project-per-maria-e-per-tutte-le-marie-di-questa-terra-25-novembre-2012-palazzo-beltrani-trani-puglia/

http://www.fidapatrani.it/eventi/124-gionata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne.html

http://www.provincia.barletta-andria-trani.it/DocSettore/cultura-sport-turismo/iniziative-di-sensibilizzazione-in-occasione-della-giornata-internazionale-contr

http://www.radiobombo.it/news/53970/trani/i-principali-eventi-a-trani-nel-fine-settimana

http://www.ladyo.it/2012/flash-mob-per-dar-voce-ai-diritti-delle-donne-in-puglia

http://www.domaniandriese.it/wordpress/2012/11/violenza-sulle-donne-la-voce-delle-bat/

http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=62992

http://www.ilovecanosa.it/pic/dalla-provincia/391-giornata-internazionale-contro-la-violenza-sulle-donne-nella-provincia-barletta-andria-trani

http://www.lesartistes.it/site/index.php/news/489-20121125-a-trani-un-evento-contro-la-violenza-sulle-donne


Corriere Mercantile 09/06/2012

Franca Rame e la violenza. Va in scena la riflessione

Il 9 Marzo del 1973 Franca Rame viene aggredita a Milano da quattro uomini assoldati dal potere. E’ stata colpita non solo la donna ma la sua attività artistica il suo impegno sociale e politico. Dopo venticinque anni il reato è caduto in prescrizione né mandanti né esecutori sono stati puniti. Si inizierà a denunciare affinché nessuna donna venga più colpita per le proprie idee. “Franca Rame Project” di e con Dale Zaccaria è uno spettacolo che propone questa denuncia e va in scena questa sera alle 21,00 nel circolo Bianchini di piazza Romagnosi. Lo spettacolo è costruito su fonti precise, gli atti processuali, e la ricostruzione storica e politica degl’anni 70′ e in particolare dell’anno 1973 con brani del teatro di Franca Rame e Dario Fo. Non mancherà un estratto da “Tutta casa letto e chiesa” del 1977 dove Franca Rame racconterà in scena la terribile violenza. ” Passano gli anni ma gli atti di violenza sessuale contro ragazze sono sempre all’ordine del giorno”. Lo spettacolo offre l’opportunità per una sottoscrizione a favore del centro antiviolenza di via Mascherona.


Libero 10/12/2011

Moda: Antica sartoria rom, quando la creativita’ diventa integrazione

Oltre alla conoscenza di un costume e di una cultura spesso ignorata, lo scopo principale e’ quello di affrancare la condizione di queste donne dalla sola amministrazione domestica, l’unica riconosciuta, e di aiutarle in questo processo per renderle indipendenti, complete e realizzate. Oggi, loro sono quello che nel nostro Paese le donne hanno vissuto oltre mezzo secolo fa. E non e’ un caso, infatti, che l’iniziativa sia inserita all’interno del progetto: ‘L’unita’ delle donne, centocinquanta anni di lavoro femminile in Italia’. Un progetto premiato con una medaglia dal Presidente Napolitano e che ha inteso ricordare l’apporto delle donne dall’unita’ d’Italia ai giorni nostri. Prima della sfilata, la poetessa Dale Zaccaria, particolarmente impegnata nella difesa dei diritti umani e nella lotta alla discriminazione nei confronti delle donne, leggera’ ‘Canzone per un bambino zingaro’. Fino al 30 dicembre, nel Salone Borromini sara’ allestita una mostra che mettera’ in scena il prezioso lavoro svolto dalla Antica Sartoria Rom fino ad oggi. L’evento e’ stato realizzato grazie al contributo e al supporto della Presidenza del Consiglio Provinciale di Roma, dell’ Inail – Direzione Regionale Lazio, della Biblioteca Vallicelliana, dell’Associazione Culturale Vento di Tramontana, dell’Associazione Amici delle Biblioteche.


Corriere della sera 5/04/2011

Film, poesie e interviste. (L’ultimo Pasolini articolo di Laura Martellini)

Non solo libri. Domani dopo il romanzo di Rauer proiezione integrale di “Salò le 120 Giornate di Sodoma”. Giovedì alle 16,30 “Il vangelo secondo Matteo” mentre alla presentazione del libro di Pedriali (ore 19) seguirà una pellicola del 68′ “Teorema”. Venerdì serata conclusiva alle 16,30 “Accattone”. Alle 18,30 la poetessa Dale Zaccaria leggerà “Scritti Corsari” e “Le ceneri di Gramsci” e Pino Censi darà voce ad alcune delle liriche più note. Poi estratti di interviste e “Mamma Roma” del 62′.


Il Riformista 6/03/2011

Teatro: ‘Mistica di donna’, scritti di cinque poetesse all’Atelier Meta-Teatro di Roma

Roma, 5 mar. (Adbkronos) – Una festa della donna celebrata in versi. All’Atelier Meta-Teatro di trastevere martedi’ prossimo e’ in programma ”Mistica Di Donna” a cura di Dale Zaccaria. Isabella Morra, Elizabeth Barret Browning, Suor Juana Ines de la Cruz, Amelia Rosselli, Alda Merini:Cinque poetesse di eta’, condizioni , origini diverse ma accomunate nelle loro opere da l’anelito mistico e spirituale rintracciabile nei loro scritti. Dalle liriche petrarchesche di Isabella Morra al Magnificat di Alda Merini passando per le poesie mistiche e d’amore della messicana suora Ines de la Cruz allo spirito religioso della Browning e alle visioni spirituali della Rosselli. A seguire letture di alcuni brani da ”Inedito per una passante” di Dale Zaccaria (Manni 2008) e ”Il salto della corda” di Cetta Petrollo (Manni 2010).


Libero 6/03/2011

Roma, 5 mar. (Adbkronos) – Una festa della donna celebrata in versi. All’Atelier Meta-Teatro di trastevere martedi’ prossimo e’ in programma ”Mistica Di Donna” a cura di Dale Zaccaria. Isabella Morra, Elizabeth Barret Browning, Suor Juana Ines de la Cruz, Amelia Rosselli, Alda Merini:Cinque poetesse di eta’, condizioni , origini diverse ma accomunate nelle loro opere da l’anelito mistico e spirituale rintracciabile nei loro scritti. Dalle liriche petrarchesche di Isabella Morra al Magnificat di Alda Merini passando per le poesie mistiche e d’amore della messicana suora Ines de la Cruz allo spirito religioso della Browning e alle visioni spirituali della Rosselli. A seguire letture di alcuni brani da ”Inedito per una passante” di Dale Zaccaria (Manni 2008) e ”Il salto della corda” di Cetta Petrollo (Manni 2010).


Roma C’è 2/03/2011

Una serata che risuona degli afflati mistici spirituali di poetesse come Isabella Morra, Elizabeth Barrett Browning, Suor Juana Ines de la Cruz, Amelia Rosselli ed Alda Merini. Una prospettiva intima e profonda per riflettere sul femmineo in rapporto i nodi identici focali come quello religioso, sentimentale, sessuale la serata si chiude con estratti da “Inedito per una passante” e il “Salto della corda” di Cetta Petrollo. Serata unica. Regia e interpreti Dale Zaccaria.


Roma C’è 26/01/2011

Il passo breve della bellezza – lettura spettacolo dal carteggio tra Dino Campana e Sibilla Aleramo al Caffè Freud.

La dove da sfondo vi erano i tristi orrori della Prima guerra mondiale una storia d’amore travalica ogni tempo con la forza della passione e della poesia. Le lettere di “Un viaggio chiamato amore” che si scrissero tra il 1916 e 1918 Dino Campana e Sibilla Aleramo riadattate e interpretate dalla voce di Dale Zaccaria , sono le protagoniste della serata di giovedì al Caffè Freud. Nell’accogliente bistrot di via Angelo Poliziano, 78/a, si narra della storia d’amore tra i due scrittori, riaperta a una lettura moderna attraverso la commistione di arti che tratteggiano l’oggi di una poesia senza tempo. Le musiche sono di Antonio De Rose.


Il Messaggero 23/07/2010

Un appuntamento anche alle 21 di venerdì, nel borgo medievale di piazza San Pietro a Subiaco. La lettura si intitola, “ Il passo breve della bellezza”, tratto dal carteggio tra Dino Campana e Sibila Aleramo, ed interpretato da Dale Zaccaria e da Veronica Marchi, con la scenografia di Eugenio Alfano. « Si tratta di un carteggio- racconta Dale Zaccaria- tratto da lettere autentiche che i due si scrissero tra il 1916 e il 1918». A.Scat.


Rubrica Smart Time Il Fatto Quotidiano 3/06/2010

Occhio erotismo al Baràbook!

Roma. Cibo, letteratura e musica: sono le parole chiave della serata di domani (19,30). Ma non solo. Fabiola di Vittorio, regina del Baràbook di via dei piceni 23, eccentrico locale che anima il noto quartiere di San Lorenzo (già covo di artisti, intellettuali e giovani all’avanguardia), ha organizzato un aperitivo all’insegna del tema dell’erotismo indagato attraverso uno spettacolo live di musica e poesia, piatti rigorosamente Km Zero (con ingredienti afrodisiaci) e, ovviamente, i libri, infatti, nonostante l’atmosfera sia quella di un salotto di casa (decisamente radical chic) anni 50′, il bar è una vera e propria libreria. “Ci saranno letture da Baudelaire, Apollinaire e – assicura Fabiola – brani tratti dai libri della grandissima Anais Nin”. Non mancheranno nemmeno escursioni nel contemporaneo e qui forse, occorrerà non essere troppo bacchettoni. La lettrice, la poeta Dale Zaccaria, sarà accompagnata da due musiciste di Zurigo, la vocalist Mara Micciché e la sassofonista Nicole Johaenntgen.