Di ridicola bellezza

Di ridicola bellezza
Dale Zaccaria
Di ridicola bellezza (acquista ora)
Sovera - Roma 2004


 

Non starmi accanto

la notte è fonte buia

la parola ha forma di delitto. 




	Domani forse rallenterai la fuga

	perché sarà una buona giornata

	una giornata calda e di sole

	per la raccolta dei mandarini.





	Ti scriverò

	come umida luna

	che solca il passaggio

	nell’universo,

	e tu,

	non saprai che cos’è poesia

	per mutare distante nello spazio

	la musa tessitrice della vita.

	Ti scriverò,ancora,

	per raccontarti

	i dipinti silenziosi della notte

	e le sue donne

	bruciare su strade polverose

	il senso muto dell’amore.

	Al tuo risveglio, anima nuda,

	plasmare ogni angolo della terra

	e con acqua 

	curare le ferite

	invecchiate sulle tue ossa,

	per baciare ascoltandoti

	le parole che diranno:

	non sono io l’uomo che tu sei,

	e nel dire ancora

	amore,leggero e privato,

	che non sei tu la donna che io sono…

	Forse si, forse…ti scriverò.







Foto di Simone Lanciotti