SCRITTRICE AUTRICE INTERPRETE PERFORMER associata alla SIAE opere letterarie OLAF GIORNALISTA associata alla G.N.S. PRESS Association



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Cardito: adulti irresponsabili e bambini vittime di un mondo malato e perverso

cardito adulti irresponsabibili e bambini vittime di un mondo malato e perverso

di Dale Zaccaria

Aveva solo 7 anni Giuseppe Dorice, come tutti i bambini e le bambine, lui è sua sorella Noemi, di 8 anni, dovevano crescere in un’ ambiente di gentilezza e di amore, e non nell’insensibilità e nell’indifferenza di adulti, violenti e distratti. Le responsabilità sono di tutti. Maestre e l’ Istituto scolastico che non hanno allertato chi di dovere, le forze dell’ordine ed i servizi sociali, quando questi due cuccioli si presentavano tra i banchi, tumefatti sul volto e nel corpo. Vicini di casa, chiunque abbia visto e sapesse. Chiediamo scusa a Giuseppe e a Noemi, ma a tutti i bambini. Perché i genitori non sempre sono genitori, né una madre è sempre una madre, e così i padri. Chiedo scusa a Giuseppe perché nessuno è riuscito a difenderlo e a salvarlo. Ho vergogna degli adulti, che pur sapendo nulla hanno fatto. Chiedo scusa alla piccola Noemi, che aveva più volte parlato, dicendo delle violenze subite dal patrigno con la complicità della loro mamma, ma le sue parole non sono bastate, come non è bastato il suo orecchio tagliato. Perché questo è un mondo malato e perverso. Perché se non si riescono a proteggere e a tutelare i bambini, allora una società non è degna di esistere né tantomeno di essere definita civile, e in questa inciviltà, barbaria umana, Giuseppe, Noemi, voi tutti bambini non avete nessuna colpa. A voi va il mio pensiero di affetto profondo, agli adulti va la mia vergogna, ho vergogna di loro e per loro. Che questo evento, come tanti altri casi di cronaca, ci facciano seriamente riflettere, che un mondo che non difende i bambini, non è un posto che può avere un presente e un futuro.

* foto tratta dal web

G.N.S. Press Association

DALE ZACCARIA

Giornalista Associata alla G.N.S PRESS ASSOCIATION
TESSERA STAMPA INTERNAZIONALE
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KLASSEN TID In DANIMARCA a scuola c’è l’ora di EMPATIA

Le meravigliose avventure di Pallina Sara e Nadira illustrazioni Giuseppe Del Curatolo in collaborazione con I Camalioni testi Dale Zaccaria

KLASSEN TID In DANIMARCA a scuola c’è l’ora di EMPATIA. La Danimarca è considerato il Paese più felice del mondo. Il segreto sta proprio nei bambini. Fin da piccoli, infatti, vengono indirizzati verso l’empatia
L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro” percependo, in questo modo, emozioni e pensieri. E’ un termine che deriva dal greco, en-pathos “sentire dentro”, e consiste nel riconoscere le emozioni degli altri come se fossero proprie, calandosi nella realtà altrui per comprenderne punti di vista, pensieri, sentimenti, emozioni e “pathos”.

in foto Le meravigliose avventure di Pallina Sara e Nadira illustrazioni Giuseppe Del Curatolo in collaborazione con I Camalioni testi Dale Zaccaria.

SORELLA IO TI CREDO: Lettera della ragazza violata alla Circumvesuviana

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“Bastano pochi minuti e ritorno col pensiero. Erano attimi di incapacità a reagire di fronte la brutalità e la supremazia di tre corpi. Erano attimi in cui la mente sembrava come incapace di comprendere, di totale perdizione dell’essere. E dopo che il corpo era diventato scarto e oggetto, ho provato una sorta di distacco da esso. Il mio corpo, sede della mia anima, così sporco.
Mi sembrava di essere avvolta dalla nebbia mentre mi trascinavo su quella panchina dopo quelli che saranno stati 7 o 8 minuti. Mi sono seduta e non l’ho avvertito più. Ho cominciato ad odiarlo e poi a provare una profonda compassione per il mio essere. Compassione che ancora oggi mi accompagna, unita ad una sensazione di rabbia impotente, unita al rammarico, allo sdegno, allo sporco, al rifiuto e poi all’accettazione di un corpo che fatico a riconoscere perché calpestato nella sua purezza. Il futuro diviene una sorta di clessidra. Consumato il corpo e la mente dal tempo odierno ricerca una vita semplice. Mi piacerebbe essere a capo di un’associazione che si occupa della prevenzione, della tutela e della salvaguardia delle donne, ragazze, bambine a rischio, perché donare se stessi e il proprio vissuto per gli altri è l’unico modo per accettarlo”.

Dipinto I Camalioni

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale

Senza Titolo Realizzato da Camilla Pagano Acrilico su cartone riciclato

La presente direttiva prevede norme miranti ad adeguare talune eccezioni e limitazioni al diritto d’autore e diritti connessi all’ambiente digitale e al contesto transfrontaliero, nonché misure volte a facilitare determinate procedure di concessione delle licenze, in particolare, ma non solo, per la divulgazione di opere fuori commercio e di altri materiali e la disponibilità online di opere audiovisive su piattaforme di video su richiesta, al fine di garantire un più ampio accesso ai contenuti. Essa contiene anche disposizioni volte a rendere più agevole l’utilizzo dei contenuti di pubblico dominio. Per garantire il buon funzionamento e l’equità del mercato per il diritto d’autore sono altresì opportune norme relative ai diritti sulle pubblicazioni, all’uso di opere o altri materiali da parte dei prestatori di servizi online che memorizzano contenuti caricati dagli utenti e vi danno accesso, alla trasparenza dei contratti per autori e artisti (interpreti o esecutori), alla remunerazione di autori e artisti (interpreti o esecutori), nonché a un meccanismo per la revoca dei diritti che autori e artisti (interpreti o esecutori) hanno trasferito in esclusiva.

TESTO APPROVATO LEGGE COPYRIGHT

Dipinto I Camalioni ” Senza Titolo ” Realizzato da Camilla Pagano Acrilico su cartone riciclato

Facebook una miniera d’oro di solitudine di ZYGMUNT BAUMAN

zygmunt bauman facebook una mniera doro di solitudine

a cura di Zygmunt Bauman

Facebook è un esempio molto importante, che spiega quello che si sta verificando nella società contemporanea. Io non approvo né disapprovo. Sto semplicemente cercando di spiegare, in base alle mie conoscenze, quali decisioni siete chiamati a prendere, in direzione di una vita vera, degna di essere vissuta. Un altro punto che vorrei toccare ha a che fare con uno studente del primo anno dell’Università di Harvard: Mark Zuckerberg. Lui afferma di aver inventato Facebook, ma i suoi colleghi la pensano diversamente: dicono che ha rubato la loro idea. Facebook oggi vale cinquanta miliardi di dollari nei mercati azionari. 500 milioni di persone sono membri attivi di Facebook. Chiaramente Mark Zuckerberg, una persona ricca di inventiva e di creatività, una persona intelligente, mettetela come volete, ha trovato una miniera d’oro. E quindi mi domando che tipo di miniera d’oro sia: forse una miniera d’oro di paura? di solitudine? L’antenato di Facebook, per così dire, è stato il Walkman, che consentiva di ascoltare la radio in qualunque posto della casa. Come fu creata la domanda? Con uno slogan. Uno slogan molto intelligente: “Mai più da soli”. E questa era una miniera d’oro, tante persone temevano di restare sole. Il perché cercherò di spiegarlo, ma dovrò ripetermi. La risposta è: perché le nostre connessioni con gli altri sono fragili, perché regna l’incertezza. Ciò di cui abbiamo più paura è la paura di essere respinti, di essere esclusi. Nel senso generale del termine: respinti dalla famiglia, da un compagno, dalla comunità di amici, dal capo ufficio, dal capo dell’azienda per cui lavoriamo. La paura di essere respinti in qualunque luogo in cui si esprima la società. È questa, secondo me, la miniera d’oro. C’è una differenza tra questo vivere insieme, che impedisce appunto la solitudine, nel network e nella comunità. E qual è questa differenza? La metafora che ho utilizzato nei miei libri è quella dei microfoni nei confessionali. Il confessionale è il simbolo del luogo più intimo, del segreto più intimo che voi volete far custodire solo a Dio, o a un amico molto selezionato con cui decidete di confidarvi. Normalmente il confessionale garantisce questa estrema intimità. Immaginate che nel confessionale vengano messi dei microfoni, e che il vostro segreto venga divulgato attraverso degli altoparlanti in una piazza. Immaginate questa situazione: è esattamente quello che sta succedendo oggi. Il 61% dei ragazzi inglesi, all’inizio del proprio percorso scolastico, si è esposto virtualmente nudo: su Facebook, appunto. Questi ragazzi hanno confessato la loro difficoltà a parlare, proprio mentre parlavano pubblicamente mettendo in piazza le loro persone, le loro preferenze, i loro peccati, qualunque cosa insomma. Perché i giovani si comportano così? Perché, cari amici, il modello di esserci, cioè di provare la propria esistenza, è cambiato in modo significativo negli ultimi trecento anni, rispetto a quando Cartesio disse: “Cogito, ergo sum”. “Penso, dunque sono”: questa era la certezza assoluta, e non è più valida oggi. Se Cartesio oggi fosse qui… be’, ovviamente è una battuta, ma l’argomento è serio… se fosse qui direbbe: “Ho visto in TV, dunque sono”. Forse questo sarebbe l’assioma, tradotto oggi. Signore e signori, solo i personaggi famosi possono dirlo. Noi siamo persone comuni. Noi non andiamo in TV e non possiamo ragionare così, e quindi dobbiamo cominciare a dubitare della nostra esistenza. Facebook è la risposta per l’uomo della strada, è l’edizione per l’uomo comune, la versione comune dello stare sotto i riflettori, del comparire in TV o sui rotocalchi patinati. La domanda quindi è: perché le celebrità vengono guardate con tanta ammirazione? Perché ciascuno di noi parla di loro, guarda a loro con interesse, le celebrità sono appunto oggetto di sguardi in ogni parte del mondo. Celebrità è colui che è noto per essere noto. Questa è l’identità delle celebrità. Quello che le rende delle celebrità non è tanto ciò che fanno, quanto il fatto che milioni di persone le guardino e parlino di loro. E nel momento in cui vi esponete attraverso il vostro account su Facebook, voi avrete la possibilità di essere guardati da molte persone: verrete notati. È come se vi metteste sul mercato, per essere venduti. È un progetto ideato e realizzato da cercati o ignorati, non lo sapete: è un rischio da correre. Come un bene di consumo lanciato sul mercato, ciascun prodotto di questo tipo corre il rischio di essere ignorato. Però ogni rischio include un’opportunità. Non c’è mai la sicurezza di vincere, è come comprare un biglietto della lotteria: ma comprando almeno un biglietto, anche se ovviamente non sarete sicuri di vincere, potrete almeno sperare. Questo stesso gioco di probabilità vale con Facebook, Myspace, Twitter, che grazie a Mark Zuckerberg sono diventati una miniera d’oro, proprio perché c’era questa miniera da scavare. L’oro è la paura della solitudine, risultato inevitabile di legami sempre più fragili. Penso che, se comincerà a svanire questa paura, diminuirà il numero di persone che stanno sedute per ore a chattare su Facebook.

Internet, Google: sopravvalutati e pericolosi di NOAM CHOMSKY

Internet, Google sopravvalutati e pericolosi di NOAM CHOMSKY

Noam Chomsky Professore Emerito Dipartimento di Linguistica e Filosofia del MIT

Il telegrafo e le biblioteche pubbliche ebbero un impatto molto maggiore nelle comunicazioni e l’accesso all’informazione che internet.

La transizione tra la comunicazione che permetteva la navigazione a vela e quella che permise il telegrafo fu molto maggiore di quella che generano le differenze tra la posta tradizionale ed internet.

150 anni fa se mandavi una lettera in ‘Inghilterra, la risposta poteva ritardare di circa due mesi, perché la comunicazione passava attraverso barche e navi, e poteva anche non compiere il suo destino, di arrivare al mittente.

Quando nacque il telegrafo la comunicazione diventò praticamente istantanea, ed ora che abbiamo internet è solo un po’ più rapida.

Un secolo fa, quando si stabilirono biblioteche pubbliche nella maggioranza delle città statunitensi, la disponibilità di informazione e l’incremento nella ricchezza culturale fu ampiamente maggiore di quello che genera internet.

Ora non devi attraversare la strada per andare in biblioteca, puoi avere accesso all’ informazione direttamente da casa tua, dal tuo proprio living, ma l’informazione stava già lì, attraversando la strada.

La differenza tra internet ed una biblioteca è più piccola della differenza tra l’assenza di una biblioteca ed una biblioteca  Nella biblioteca almeno puoi essere sicuro che il materiale avrà un certo valore perché attraversa un processo di valutazione.

Internet è una somma di idee rischiose ed è difficile distinguere materiale, libri, informazioni scritti tra quello che qualcuno pensa mentre attraversa la strada e quello che un altro studia in profondità.

Camminare parlando al telefono è una forma di mantenersi in contatto con altri, ma, si fa un passo avanti o un passo indietro?

Io credo che probabilmente si fa un passo indietro, perché le persone restano separate, e si costruiscono relazioni superficiali.

Invece di parlare faccia a faccia con le persone, di conoscerle attraverso l’interazione, c’è una specie di carattere casuale in questa cultura in via di sviluppo con le nuove tecnologie.

Conosco adolescenti che credono che hanno cento  amici, quando in realtà sono molto isolati e soli.

Quando scrivono su Facebook che hanno domani un esame, e qualcuno risponde loro ‘spero che ti vada bene’  concepiscono questo  come amicizia.

Ancora non ho visto nessun studio, ma penso che la nuova tecnologia stia isolando le persone ad un grado sempre maggiore, le stia separando le una dalle altre.

Le lenti di Google sono orwelliane e ridicole ed internet può isolare e radicalizzare le persone.

Internet ci dà accesso istantaneo ad ogni tipo di idee, opinioni, prospettive, informazione. Questo ha ampliato i nostri orizzonti o li ha ristretti?

Io credo  entrambe. Per alcuni li ha ampliati. Se sai quello che stai cercando e hai un senso ragionevole di come procedere, internet può ampliare le tue prospettive.

Ma se ti avvicini ad internet in maniera disinformata, l’effetto può essere l’opposto.

La maggioranza usa internet come divertimento, diversivo. Solo una minoranza lo usa per acquisire informazione.

Solo per propositi commerciali, Google, Amazon ed il resto stanno collezionando enormi quantità di informazioni delle persone;  informazione che io credo non dovrebbero avere.

Inseguono le tue abitudini, i tuoi acquisti, il tuo comportamento, quello che fai e stanno tentando di controllarti dirigendoti in determinate direzioni.

E credo che lo stiano facendolo su dei livelli che superino quello che il governo fa. Cosicché il governo sta chiedendo loro aiuto.

Molto spesso i più giovani, non vedono nessun problema in questo. Vivono in una società e in una cultura esibizionista, dove  tutto quello che scrivi su Facebook, è perché vuoi che il mondo sappia tutto di te. Cosicché anche il governo saprà tutto su te.

Quando i mezzi per fare qualcosa sono disponibili e sono facilmente accessibili, sono tentatori per la gente, specialmente il più giovane, tende ad usarli.

Internet è una tecnologia che è disponibile, c’è molta pressione ad usarla, tutto il mondo vuole dire la sua: ‘io dico questo, io dico quest’altra cosa .’ C’è una componente dove la gente si auto-valorizza.

Ma ci sono anche tonnellate di pubblicità.  Internet vende se stesso come un mezzo per  farci comunicare e restare collegati, ma fino ad un certo livello, quello è certo:  posso contattare amici autentici in differenti parti del mondo, in India, in Medio Oriente, in Cile, in qualunque posto.

E posso interagire con loro  in una forma che sarebbe molto difficile per posta.

Ma d’altra parte, Internet ha anche l’effetto opposto. È come qualunque tecnologia:  è essenzialmente neutra, possa usarla in forma costruttiva o dannosa. Le forme costruttive sono reali, ma molto poche.

Non in mio nome: contro le bombe italiane in Yemen: 6.500 bambini uccisi o feriti.

Contro le bombe italiane in Yemen 6.500 bambini uccisi o feriti.

#noninmionome

Contro le bombe italiane in Yemen: 6.500 bambini uccisi o feriti.

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (art. 11 della Costituzione Italiana).
Uccidere bambini in un conflitto è vietato dal diritto internazionale umanitario. La legge italiana sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento (legge 185/90) proibisce l’esportazione verso paesi che violano i diritti umani. Per proteggere i bambini in conflitto è quindi necessario e urgente fermare l’esportazione, la fornitura e il trasferimento di armi e altro materiale militare alle parti in conflitto dove c’è il rischio che queste vengano utilizzate in attacchi illegali contro i bambini. Rapporti, foto e reportage realizzati in Yemen documentano che alcuni resti delle bombe esplose in zone civili, su case e villaggi in cui erano presenti famiglie con bambini, recavano il codice A4447 che riconduce ad una fabbrica di armi in Sardegna.
https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/campagne/stop-alla-guerra-sui-bambini/petizione-armi-yemen

Villastanza: Grandi donne nella storia: Franca Rame – 11 Marzo 2019

Locandina FRANCA
L’invito è aperto a tutta la cittadinanza da parte della Scuola Media Romano Rancilio di Villastanza. Con una mostra sulle donne della Costituzione dell’Anpi di Magenta.

Firenze: In memoria di Federico Barakat 10° anniversario – 25 Febbraio 2019

Convegno in memoria di Federico Barakat 10 anniversario

L’ Associazione Federico nel cuore Onlus e l’ UDI – Unione Donne in Italia hanno il piacere di invitarvi al convegno da noi organizzato per il decimo anniversario della morte di Federico Barakat, vittima di figlicidio.

Il 25 febbraio di dieci anni fa, la vita di Federico Barakat, di soli otto anni, veniva spezzata dalla violenza del suo stesso padre, nell’ambito di uno degli incontri protetti che il bambino era costretto ad effettuare malgrado il suo rifiuto di frequentare l’uomo che aveva fatto del male alla mamma e a lui.
Tante cose sarebbero potute andare diversamente, se solo si fosse dato più ascolto alla voce di una madre e di suo figlio.
Sono passati dieci anni e mai come in questo momento storico la tragedia che ha subito Antonella Penati assume un ruolo politico emblematico e cruciale.
Il decimo anniversario dall’uccisione di Federico si colloca infatti in un contesto politico drammatico, dove è sempre più concreto ed imminente il rischio di vedere il moltiplicarsi a dismisura di situazioni analoghe a quella che erano costretti a vivere Antonella e il piccolo Federico, grazie ai disegni di legge in discussione presso la Commissione Giustizia del Senato in tema di tutela dei minori nei procedimenti di separazione.
Per questo è importante che, proprio in questa data, le figure più competenti, per esperienza e professionalità, si riuniscano insieme per fare il punto sulle buone pratiche in tema di violenza domestica. Per far sì che il sacrificio di Federico non sia vano e che i bambini oggi a rischio, possano davvero essere tutelati.
Vi aspettiamo numerose/i.

+++++IMPORTATE++++
Per la partecipazione è richiesto l’accreditamento. Inviare una mail a presidente@federiconelcuore.org oppure a udinazionale@gmail.com avente come oggetto il riferimento all’evento e indicando nome, cognome, organizzazione, professione, telefono, mail.

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Pensiero Attivo

“Il difficile non è scriverla la poesia, quanto trovarla, mantenerla, farla vivere nei propri occhi, nel proprio cuore, nella propria vita”. Dale Zaccaria

“L’oppressore non sarebbe così potente se non trovasse fedeli collaboratrici tra le oppresse”. Simone de Beauvoir

“Ho imparato due cose importanti che dovrebbero essere ancora basilari nel mondo dello spettacolo e nella vita: la dignità e il rispetto di se stessi e degli altri”. Franca Rame

Partnership Libreria Amica: LIBRERIA ANTIGONE DI MILANO: Nata a giugno 2016, la libreria Antigone è specializzata in tematiche lgbt, femminismi e studi di genere. Un piccolo luogo di ritrovo con un grande intento: fornire strumenti per capire, educare, crescere.