Sette carte alla Regina

a Franca Rame Regina
e a mia nonna Lina
che ha sofferto la guerra
la fame e il fascismo
dedico.

(…)

Lola

Lola ha una bocca grande di foresta. Due occhi cerchiati dalla droga e dall’eleganza.
Quando lui le mette la mano tra le gambe lei è meno maschio.

- Mi ami? Lui che la vuole di schiena senza compromessi.
- Mi ami? – ancora una volta, il suo sesso dentro la sua bocca, mentre Lola stringe le gambe per sentirsi un po’ più donna.

Lola entra ed esce dalla scena. Sa che la tigre quando è in gabbia è meno sola.
Lola ha un indirizzo per fiori mai arrivati, per ogni sogno ha una sottoveste.
E due seni piccoli tra desiderio e privazione. (…)

( estratto terzo racconto Soltanto Eva da Sette carte alla Regina)

Poesia in forma di satira

La satira è mettere il potere
in una certa posizione cioè
lasciarlo senza mutande
lasciarlo nudo.

Franca Rame

Carnevalesco I

In alto stanno
corrotti e corruttori
nel basso medianico
letterari e mistici
intrallazzi

a capo la poetessa
ladrone quattro gatti
e quattro cortigiani
seguita dalla ruffiana
faccendiera
madama dei morti:
due lapide e tre
epitaffi
a conquistare posti

in alto stanno sempre
corrotti e corruttori
al di sotto adepti
giocatori e falsari

dalla lontana isola
la signora dei mirti
andava combinando
e millantando
al centro la moglie
del militare
non-sogni-d’ori
a ridigere riviste
con dubbiose avance
editoriali
e poi magari mettiamoci
anche un mini-festival
e da buona parata militare
invitiamo la giovane
sfigata nazi-setta
come a un nero funerale

e in alto ancora stanno
corrotti e corruttori e
apostoliche convizioni

e la signora un po’ strega
e un po’ maga tra tacchi e
laico vizio andava professando
la verità nella distruzione
del suo Gran Maestro incappucciato
alpino a ordine templare

continuavano medianici
letterari e mistici
intrallazzi

ma il male fin qui elencato
è veramente poca cosa
non abbiamo ancora nominato
la santa sede e l’inquisizione
spagnola

così dall’alto come in basso
restano corrotti e corruttori
falsari e giocatori
più o meno un basso evo
letterario e a benedirli tutti
vizi e apostoliche convinzioni.

(Poesia in forma di satira)

Lotta d’amore

Lotta d’amore

Sono una donna
che ama le donne
un poeta
e un’artista
che crede
nella lotta d’amore
nel comunismo
e nella rivoluzione.

(L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

L’antagonista

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere,
interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono.
La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.

Dario Fo

A E.P.  che è contro le donne e se stessa.

L’antagonista

La madame marchesa
De Musset
in dorata veste
tra le tante troie di regime
batte cerimonie
da protagonista
lei la prima donna
in corpetto e
manganello
nella fortunata
serie del mestiere:
la spia, la prostituta,
la venduta.

( L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

Sedici

Sedici

Sedici volte
nei vostri occhi
fu l’anima rovesciata
così si fece prima
l’umiltà della bellezza
come un innesto
orgoglioso
di luce e di grazia
poi il mistero antico
e i vostri anni
come due feroci
fermagli
fecero largo al vero
alla prima fonte
stellata:
pronuncia
del mattino.

(L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

Franca Rame Project

Franca Rame Project

Il confronto con una donna e un artista del calibro di Franca Rame ( la più grande donna che la storia italiana abbia avuto per me) è qualcosa che ti cambia la vita e sembra che quello fatto fin ora nella mia arte (la poesia) sia tutto da azzerare e così da ricominciare.
 
Franca Rame Project è un lavoro in fieri, un working in progress continuo, fin ora gli spettacoli sono stati due l’8 Marzo sarà il terzo e sono tutti nuovi e diversi. La ricchezza la straordinaria arte di Franca Rame, attrice unica e superba, nonché per storia e tradizione famigliare, ti porta a confrontarti con la realtà in toto. Realtà politica sociale teatrale e poetica.
 
Tutto si rovescia. La verità è così forte e attuale che anche tutto il lavoro di “teatro denuncia” a partire dal 1973 e in più generale degl’anni 70′, è come se fossero tanti pugni allo stomaco, sia per come si arriva al nostro mondo attuale,sia per come si riesce a vedere l’Italia di oggi con gli occhi di quell’Italia di ieri, che io scardino, studio, ricostruisco.
 
Ma non solo, basta una battuta di Franca Rame come in Sesso, grazie tanto per gradire, ed ecco che ti imbatti a volerti confrontare con nuovi registri, allora prendi il tuo lavoro, se vuoi azzardi, fai una seconda riscrittura come ho fatto per “La malafede. Dialoghi di una bella cortigiana col potere”, provi, ti confronti, con grande umiltà, con tanta padronanza, sapienza artistica che è quella della Rame.
 
Franca Rame Project è quindi un corpo vivo, continuo, qualcosa che a me ha cambiato la vita, il mondo non lo vedi più con gli stessi occhi, il mondo non lo filtri, la mia stessa arte, che è poi quella poetica, si ribalta, e senti che l’urgenza di dire il vero è qualcosa di forte e prioritario, e senti che la tua stessa vita diventa più dura e più vera. E si impara la fatica, il peso della verità. E quando si ha la fortuna di conoscere i maestri, non si può che ringraziare il cielo, e ritrovi tutto il senso, e anche l’ingiustizia, quella subita da Franca Rame, ma anche quelle che ognuno di noi subisce o ha subito, anche la “malafede” di tante persone può diventare un’ arma, basta rimandare “il male” ai mittenti, attraverso le parole, l’arte, il teatro, la scrittura, e con quella fede che ti fa ancora muovere e combattere, che ti fa lottare, e io ho un’ immensa fede in questa grande donna che è Franca Rame. E’ un esempio di vita, di speranza e di coraggio. E sento che nulla è perduto. Infondo è l’eterna lotta tra bene e male, tra “miseria e nobiltà”. E bisogna restare sempre nobili anche davanti alle miserie del nemico. Questo Franca Rame mi insegna.

Il manicomio della bella folla – la folle de Chaillot

(studio-prototipo copertina 1 di 5)

Il manicomio della bella folla
la folle de Chaillot 
libro d’artista Milano 2012

Undici lettere scritte per Alda Merini, Musa sognata e fonte ispiratrice del poeta, che apparsa nei sogni guida quale luogo e corpo evocativo questi brevi frammenti a lei dedicati.

Il lavoro dell’artista  Elena Mocchetti  mira a restituire un luogo ai personaggi che emergono dai testi di Dale Zaccaria , riambientandoli  nell’opera di Jean Giraudoux “La folle de Chaillot “.

In particolare alla rappresentazione della stagione teatrale del 1954 messa in scena presso il Teatro Strheler di Milano, con musiche di Henri Sauguet e scenografie di Christian Berard.

Partendo da alcuni elementi delle scenografie originali sono stati realizzati cinque scatti degli ambienti nuovamente ricostruiti, presso gli spazi del Teatro Strehler Piccolo di Milano, quali nuovi scenari per i personaggi  de  Il manicomio della bella folla.

Il libro è concepito come un programma di sala, riprendendo il concept della lettera, struttura, ritmo, grafica ed editoria ne rievocano la funzione.

Le lettere da poter strappare e spedire faranno parte di  una serie di tre libri formato cm 19×17.

La prima tiratura sarà di cinque esemplari  in numero arabo da uno a cinque , firmati dall’artista, la copertina originale è stampata su torchi di Daniele Upiglio su carta Hanhemulle 270gr.

 

 Il manicomio della bella folla -la folle de Chaillot edizione in cinque esemplari in numeri arabi da 1 a 5 fotografia e incisioni di Elena Mocchetti stampata su torchi di Daniele Upiglio carta Hanhemulle 270 gr testi di Dale Zaccaria composto in andale momo – libro d’artista working in progress –  Milano 2012

Daniele Upiglio
1963 Milano
Stampatore editore di Grafica d’arte.

Forma la sua professionalità nella stamperia dello zio Giorgio Upiglio che con GRAFICA UNO dal 1962 costituisce un tassello importante nella storia dell’Arte internazionale realizzando l’opera grafica di numerosi artisti che hanno rappresentato l’intero panorama dell’Arte del Novecento tra cui: Alexander Calder,Enrico Baj,Alberto Giacometti,Marcel Duchamp, Man Ray,Joan Mirò. Nel 1999 crea Atelier 14 (Milano), una nuova realta’internazionale di ricerca che promuove la creativita’anche di artisti piu’giovani quali: Harush Shlomo, Kiss Zoltan, Andrea Sala, Ryo Nakanisci. Dal 2008 ha trasferito la propria sede in Via Brioschi 74, Milano, dove continua la propria attività di stampatore ed editore di Grafica d’Arte.

Elena Mocchetti (1978, Legnano)
Vive e lavora a Milano

Selezione mostre personali

Le magnolie di Emanuele Filiberto (piazza ) sono troppo strette, Azimut, Torino (2011)
Magnolia nera P.zza Emanuele Filiberto, Torino (2011)

Selezione mostre collettive

Lie- detector, c/of, La Fabbrica del Vapore,Milano (2011)
Altalene di carta , Azimut, Torino (2010)
Cantiere Ambiente, Ex Macello, Padova (2009)

Progetti Nazionali

Baia del Re , progetto per la riqualificazione dell’Area di verde pubblico di Via Montegani,Via Palmieri, Milano
Con Sara Rossi e Maura Tacchinardi
con il contributo e il patrocinio del Comune di Milano, Area Educazione e Servizi Sociali di Zona cincque (2011)

Il poeta nasone ovvero 1lt di musica
progetto di riqualificazione sociale di P.zza ovidio, Milano (2011)

PPP

PPP

E’ come raccontavi
tu Pa’
è tutto nell’amore

l’amore ci rende
umili l’amore ci
rende migliori

ieri ho visto Ninetto
Ninetto dagl’occhi
vivi e belli

mentre oggi lei
indossava scarpe
rosse e apostrofi
francesi

ma tu lo sai
che è breve la vita
della non-verità

perché è come
raccontavi tu Pa’
è tutto nell’amore

l’amore come i
tuoi occhi umili
l’amore come i
tuoi occhi migliori.

(L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

Franca Rame

Franca Rame

Noi impareremo
dalla guerra degli
umili
perché tu sei la
lotta e la speranza
la donna madre
Regina
la vasta Signora
dei giusti.

(L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)

Carmen en cantar

                  a Alessandra Carmen Rocco

Por el olivar venian,
bronce y sueño, los gitanos.

Federico Garcia Lorca

 

CARMEN EN CANTAR

Questa è la canzone di Carmen
che d’Aprile battono i gitani
su la pelle del cielo

la battono su la sua
fronte ampia
su la sua presente
e passata allegria

cantano i gitani che
non muoiono le peonie

le sue mani le ricamano
la sua voce le possiede
i suoi occhi le nascondono

e le battono su la stoffa
delle sue spalle
da dove nasce
il sole del mondo

le gettano sul suo volto
colmo d’azzuro
e di tempo

d’Aprile cantano i gitani
non muoiono le peonie

s’ aprono e battono
su la sua bocca
in una presente
e passata allegria.

( da L’anima e la notte, della poesia ed altri versi)