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Si el mundo esta’ en guerra – POEMA ES

Si el mundo esta en guerra_poema de Dale Zaccaria_espanol
Si el mundo esta’ en guerra
solo quiero decirte que te amo,
que el amor no es suficiente
en esta tierra de flores y
de incendios,
que debería estar
tu belleza en cada angulo,
tu manos firmes en el corazon,
tu inteligencia para querer recordamos
que si el mundo esta en guerra
no existen cosas correctas o equivocadas
ni bien ni mal,
no hay ningun hoy o
mañana para contar.
POEMA INEDITO 21 Febrero 2022

L’analisi lucidissima di NOAM CHOMSKY sul conflitto in corso su TRUTHOUT – Organizzazione No Profit

LE SAGGE E LUCIDISSIME PAROLE DI NOAM CHOMSKY

L’analisi lucidissima di NOAM CHOMSKY sul conflitto in corso su TRUTHOUT
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La Lettera che scrissi a LUCIANA ALPI

ILARIA E LUCIANA ALPI

Qui la Lettera Aperta che scrissi alla Signora Luciana Alpi pubblicata sul SudEst. Il 20 Marzo del 1994 Ilaria è stata uccisa a Mogadiscio.

Di fronte ad ogni ingiustizia una parte di noi, di umanità si spegne, muore sempre.

Gentilissima Signora Alpi,
il suo dolore e la sua forza non fanno che ricordarci come questo nostro mondo sia spesso in balia di tante ingiustizie. Cattiverie e carnefici restano impuniti. Le vittime non trovano una pace né pubblica né morale.
Di fronte a questo è da chiedersi quale mondo abbiamo costruito. Un mondo dove i prevaricatori conquistano vittorie a discapito di altri esseri umani, anche della loro vita. Dovremmo forse cominciare a edificare non palazzi e tribunali di giustizia, ma luoghi di buon senso, di valori, dove la verità sia il pane, l’umanità, il rispetto, l’amore per l’altro siano cibo per ognuno di noi.
Ilaria, strappata al suo lavoro, al suo cammino, alla sua giovinezza, è una donna, come tante donne, uomini e bambini che in questo mondo subiscono violenze e morte. A me preoccupa più l’indifferenza dell’umanità di fronte a tutto questo. Che non si alzi forte un grido unanime per una società civile, giusta, umana.
Abbiamo bisogno di r-inventare un mondo nuovo e diverso. Perché si muore se si cerca la verità. Come è morta Ilaria che denunciava gli orrori che attraversano questo nostro spazio terreno. E non si dovrebbe morire per la verità.
Se non sappiamo opporci alle tante ingiustizie di cui siamo vittime e spettatori, non sapremo mai r-inventare e creare un mondo migliore. Le ingiustizie sono degli uomini, ed è agli uomini, a questo male, a questa forza negativa di distruzione che noi dobbiamo opporci. Possiamo farlo in tanti modi. Con l’arte, la poesia, la bellezza, il senso comune di aggregazione e di fratellanza, di condivisione e di partecipazione.
Perché io credo che di fronte ad ogni ingiustizia una parte di noi, di umanità si spegne, muore sempre.
Ed è questo che non dobbiamo più permettere, di rimanere tristi e rassegnati, di perdere fiducia e speranza.
Cara Signora Luciana, insegniamo agli uomini a coltivare la speranza, che la morte di Ilaria sia un profondo insegnamento per tutti noi, da unirci nella costruzione di quel mondo migliore che potrebbe venire, dove la verità sia pane, l’umanità, il rispetto, l’amore per l’altro siano cibo per ognuno di noi.

Dale Zaccaria

SE IL MONDO VA IN GUERRA – INEDITO 2022

SE IL MONDO VA IN GUERRA DALE ZACCARIA AUTOGRAFO 2022

Se il mondo va in guerra
voglio solo dirti che ti amo,
che l’amore non basta
in questa terra di fiori
e di roghi,
che dovrebbe esserci
la tua bellezza in ogni angolo,
le tue mani salde da metterci
al cuore,
la tua intelligenza a volerci ricordare
che se il mondo va in guerra
non c’e’ ne piu’ giusto o sbagliato
ne’ bene ne’ male,
non c’e’ nessun oggi o
domani da raccontare.

Tutti i diritti riservati @SIAE2022

FESTIVAL DEL LIBRO PER LA PACE E LA NONVIOLENZA

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https://www.eirenefest.it/

In un mondo sempre più caotico, spersonalizzato, frenetico, disumano bisogna fermarsi a riflettere e cercare il senso profondo delle cose.

I libri hanno svolto spesso questa funzione, quella di suggerire una direzione.

In un’epoca di conflitti abbiamo bisogno dei libri per la pace e la nonviolenza: libri che ci consigliano, che ci guidano, che ci ispirano verso un mondo con al centro l’essere umano, le sue idee, i suoi sentimenti, le sue azioni verso un mondo migliore.

Invitiamo associazioni, istituzioni, case editrici, scrittori, giornalisti, personalità al fine di rendere questa proposta concreta e l’inizio di un cammino permanente e duraturo verso un’altra visione del mondo con al centro le persone, la solidarietà, il dialogo, la convergenza, i diritti umani, l’ambiente, la diversità.

A chi è rivolto il Festival

Innanzitutto invitiamo le case editrici e i loro autori, le scuole di ogni grado, l’associazionismo che si impegna per la pace, i diritti e la nonviolenza ad approfittare di un’occasione preziosa di interscambio e creazione di reti e relazioni.

Infine il festival vuole essere un momento di approfondimento delle tematiche della pace e la nonviolenza con il pubblico in generale.

Data

Il Festival del libro per la pace e la nonviolenza si svolgerà dal 2 al 5 Giugno 2022 a Roma.

Location

Il Festival si svolgerà nel quartiere romano di San Lorenzo, con una sede principale ai Giardini del Verano ma con sedi diffuse presso le sedi istituzionali, associative e culturali di un quartiere famoso per la sua vitalità, socialità e impegno.

Obiettivi

Il principale obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sulle tematiche proposte, di grande attualità. La cultura della nonviolenza, l’abolizione delle armi nucleari, l’aspirazione a un Mediterraneo di pace sono questioni cardine per passare dall’attuale preistoria a una storia pienamente umana. Per realizzare queste aspirazioni bisogna innanzitutto crederci e, in questo senso, l’incontro della popolazione con le realtà e le personalità che da sempre si muovono in questa direzione, è imprescindibile. Impensabili sono le sinergie che possono crearsi dall’incontro delle persone in un ambito creativo come quello di un festival. Imprevedibili possono essere le conseguenze, in un’epoca instabile e incerta come quella che stiamo vivendo.

In secondo luogo, il festival ha l’obiettivo di dare alimento alle reti esistenti – e crearne di nuove – fra gli attori che lavorano per la costruzione della pace e di un mondo nonviolento, con lo sguardo rivolto al futuro, ma anche all’attualità.

Le tematiche del Festival

Stop alle armi nucleari

Il 22 gennaio del 2020 è stato ratificato il Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari dell’ONU, dopo la realizzazione di una Campagna Internazionale (ICAN) che ha coinvolto oltre 500 attori sociali in diversi paesi e che ha vinto il Premio Nobel per la Pace nel 2017. In Italia questo evento di portata storica non ha avuto l’eco che meritava, nonostante gli sforzi della società civile pacifista; il nostro paese non ha firmato il Trattato ed è, a maggior ragione, necessario creare coscienza sociale sulla pericolosità di queste armi per l’umanità e il pianeta.

Cultura della nonviolenza, educazione nonviolenta

Nella storia della nonviolenza, troppo poco studiata nelle scuole, ci sono esperienze di diverse dimensioni disseminate su tutto il globo nelle diverse epoche. Siamo soliti riferirsi agli esempi del Mahatma Gandhi o di Martin Luther King per parlare di cultura nonviolenta e di risultati concreti della lotta sociale nonviolenta, ma esistono correnti di portata internazionale più vicine nel tempo, molto vitali e attive in vari campi come quella dell’Umanesimo Universalista di Silo, il Metodo MmE di Pat Patfoort, la CNV di Marshall Rosenberg, per fare qualche esempio.

In Italia, dove il pensiero e la pratica della nonviolenza hanno attraversato diversi ambiti, da quello più propriamente filosofico a quello più direttamente impegnato nei processi di trasformazione sociale e di risoluzione dei conflitti, alcune figure hanno valicato i confini nazionali, acquisendo una rilevanza internazionale, a partire, tra gli altri, da Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lanza del Vasto, Alex Langer. Ci sono inoltre moltissime esperienze di ricerca-azione volte alla risoluzione nonviolenta dei conflitti che rappresentano un bagaglio culturale inestimabile che merita un’adeguata visibilità. In questo ambito, l’adozione, nel quadro della ricerca-azione, di un approccio e di una metodologia nonviolenti, ha contraddistinto il pensiero e l’iniziativa di alcune figure di primo piano, in alcuni casi anche di spessore internazionale, della peace-research italiana, tra i quali, in particolare, Alberto L’Abate e Nanni Salio.

Le numerose esperienze pedagogiche innovative sviluppatesi in Italia e nel mondo fanno spesso riferimento alla nonviolenza ma, anche quando questo non sia esplicito si inquadrano nelle idee della pedagogia attiva, inclusiva e circolare che è evidentemente una pedagogia nonviolenta.

Mediterraneo, mare di pace

Non c’è bisogno di spendere molte parole per chiarire la necessità di rendere il Mediterraneo un luogo di pace e collaborazione. La cronaca degli ultimi decenni è fin troppo eloquente nel mostrare ciò che alcuni hanno cercato di non vedere. Le città-porto affacciate sul Mediterraneo hanno senza dubbio un diverso vissuto dell’attualità, come anche portano in sé l’esperienza del contatto con le altre culture che fin da tempi antichissimi hanno esplorato le nuove terre e incontrato i popoli dell’altra sponda, attraversando il mare. Oltre la cronaca e le vicende storiche, i legami culturali dei paesi affacciati sul Mediterraneano hanno radici profondissime che si manifestano in usi, costumi e fino all’etimologia delle parole che ci accompagnano ancora nelle diverse lingue. In questo senso il festival aderisce pienamente alla Campagna Mediterraneo mare di Pace.

Nondiscriminazione

All’interno del festival, il 2 di Giugno, si inserirà con le sue tradizionali attività la Festa della Repubblica Multietnica momento essenziale per ribadire la necessità di una Repubblica inclusiva, nondiscriminatoria, aperta alla diversità.

Cura del pianeta

La nonviolenza è, in questo momento storico, anche e soprattutto curare la nostra casa comune e spingere affinché la cura del pianeta sia una priorità assoluta per organismi internazionali, governi, istituzioni di ogni tipo fino ai singoli cittadini.

È urgente rispondere, anche sul piano culturale, alle richieste di ecologia sociale, di giustizia climatica, di qualità della vita.

Svolgimento del Festival

Il Festival comprenderà spazi fissi gratuiti per realtà editoriali, associazioni, comitati che ne condividano gli obiettivi. Tutte le realtà sono invitate al Comitato Promotore che è aperto, circolare, aperto alle proposte e inclusivo, come nella tradizione della nonviolenza. Tale Comitato Promotore sarà anche garante della continuità nel tempo.

Economia

Tutte le attività saranno gratuite e il Festival si avvale della collaborazione volontaria di esperti e persone comuni che vogliano dare una mano. Si stanno attivando specifiche campagne di crowfunding per coprire le spese, nella prospettiva di chiedere appoggio economico solo a realtà coerenti con le finalità del festival.

Patrocinio

È in corso la richiesta di patrocinio alle opportune realtà istituzionali, locali e nazionali.,

CRISI UCRAINA: QUANDO LA GUERRA NON E’ MAI LA SOLUZIONE

DALE ZACCARIA

CRISI UCRAINA: QUANDO LA GUERRA NON E’ MAI LA SOLUZIONE.

Il pericolo di un nuovo conflitto mondiale tra interessi economici e geopolitici.

In queste ore sale la tensione politica e diplomatica su quello che potrebbe essere lo scenario di un nuovo conflitto mondiale. La Russia da’ prova di forza e mostra I muscoli con simulazioni militari e lancio di missili, mentre le sue truppe sono allineate sul confine ucraino, dall’altra parte gli USA di Biden insieme agli inglesi foraggiano l’Ucraina, dando loro armi. Lo scenario chiaramente rimanda alla Guerra Fredda, ora con il reale pericolo di un calda primavera, la cui crisi non sembra acuirsi. Boris Johnson ha appena affermato che «la Russia sta pianificando la più grande guerra in Europa dal 1945», Macron si mobilita telefonando a Putin per evitare il conflitto, intanto la Presidente della Commissione Europa, Ursula Von der Leyen bacchetta da Bruxelles: “la Russia sta cercando di riscrivere le regole dell’ordine internazionale (…) Se l’obiettivo è avere meno Nato alla fine avrà più Nato” . Prosegue quindi la disputa politica con minacce di pesanti sanzioni alla Russia.

Ma cosa realmente muove questa possibile guerra, quali sono gli interessi in gioco?
Sono sicuramente molteplici: abbiamo l’industria bellica da un lato, l’interesse economico del gas dall’altro e mire geopolitiche. L’asse Russia-Cina spaventa l’America, sempre pronta con qualsiasi pretesto a dare battaglia, a fomentare golpe, a fare e disfare in nome della sua politica imperialista, afferma il noto linguista Noam Chomsky: “Biden come Trump o peggio. Nulla è cambiato nella politica estera degli Stati Uniti. Gli Stati Uniti fanno quello che devono fare per poter controllare il mondo.”

Poi abbiamo una guerra parallela quella dovuta al gas. Il giornalista Alberto Negri ne delinea con lucidità i motivi, leggiamo in un suo articolo:

“ Ucraina? La posta in gioco è una simulazione di guerra sì, ma del gas.

La verità che è che gli americani vogliono far saltare il gasdotto Russia-Germania, il Nord Stream 2, dove nel consiglio è entrato anche l’ex cancelliere Schroeder. La sua caratteristica principale, quella che non piace agli americani, è di bypassare completamente gli Stati Baltici, quelli di Visegrad, l’Ucraina e la Bielorussia, spazzando via così qualsiasi eventuale pretesa da parte di questi Paesi di fare pressione su Mosca. Questi Paesi, tranne ovviamente la Bielorussia, pedina manovrata da Mosca, sono in gran parte pedine manovrate, attraverso la Nato, dagli Usa. “
La regione del Donbass è il terreno di scontro e anche il pretesto di questa irrazionale guerra. Tra accuse e contro-accuse da parte dell’Ucraina e di Mosca, su chi per primo abbia iniziato il conflitto, un conflitto che poi va avanti da anni, sappiamo che migliaia di civili in queste ore stanno lasciando la regione del Donbass, una regione indipendentista di matrice filorussa. Il pacifista Yurii Sheliazhenko, obiettore di coscienza, è esponente del Beoc (Ufficio europeo obiezione di coscienza) e della War Resisters’ International (internazionale dei resistenti alla guerra) scrive:

“ Il governo ucraino si prepara alla guerra con la Russia a causa delle truppe russe ammassate nelle vicinanze, mentre le repubbliche separatiste filo-russe del Donbass si stanno preparando per la guerra con l’Ucraina a causa delle truppe ucraine ammassate nelle vicinanze. La Missione speciale di monitoraggio dell’OSCE in Ucraina riferisce dell’intensificarsi delle violazioni del cessate il fuoco. Ci sono informazioni nei media sui bombardamenti delle aree residenziali urbane e sulle vittime civili su entrambi i lati del conflitto armato. L’Ucraina e gli Stati Uniti si sono scambiati con la Russia accuse sprezzanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Le sanzioni economiche sono sul tavolo alla Casa Bianca, le alleanze anti-Occidente e il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste sono sul tavolo al Cremlino. Si costruiscono coalizioni, si perdono facce, si fanno minacce e si cominciano colpi distruttivi limitati. È così che si intensificano i conflitti.
Sembra che gli Stati Uniti e la Russia stiano giocando al tiro alla fune, tirando su le estremità opposte dell’Ucraina. Quindi è tempo di ritenere entrambi responsabili.”

Anche I movimenti pacifisti italiani si sono mobilitati per scongiurare un possibile conflitto nucleare. Peacelink ha lanciato una petizione firmata da giornalisti dal calibro di Riccardo Iacona, manifestazioni sono in corso in tutta Italia, ieri si è conclusa quella a Napoli con la presenza di Padre Alex Zanotelli che scrive una lettera intensa e accorata:

“ Viviamo un momento drammatico della storia umana. Siamo sotto la minaccia dell’ “inverno nucleare” e dell’ “ estate incandescente”! La prima provocata da una guerra nucleare e la seconda dalla paurosa crisi ambientale. In questo momento, per la crisi Ucraina, siamo terrorizzati dalla minaccia di una guerra nucleare. Tutto questo è il frutto amaro di una folle corsa mondiale al riarmo, soprattutto atomico. Stiamo infatti militarizzando il cielo e la terra.
Il cielo è diventato anch’esso teatro di scontro. L’uomo più ricco della terra, Elon Musk, ha già inviato nello spazio 1.900 satelliti, ma ha già intenzione di spedirne altri 42.000. La Cina lo ha già accusato di spionaggio a favore degli USA e ha testato il suo razzo ipersonico che elude ogni difesa. Siamo ormai alle ‘star wars’ (le guerre stellari), come le chiamava Reagan. Ma non contenti di militarizzare il cielo, stiamo supermilitarizzando il Pianeta Terra che è diventato una discarica di armi (non dimentichiamo che le armi sono, insieme allo stile di vita di pochi, la causa del disastro ambientale.)”

Ed è proprio l’industria bellica l’altro elemento sullo scacchiere di questa disputa internazionale. Come intende l’America proteggere I suoi alleati Europei è molto chiaro: attraverso le armi. Riporta la notizia la redazione de Il Faro di Roma:
“I primi affari sono andati a buon porto in Polonia che acquisterà 6 miliardi di dollari in carri armati statunitensi, ponti d’assalto ed esplosivi. A darne notizia è il segretario alla difesa Lloyd Austin. Gli Stati Uniti venderanno 250 carri armati M1A2 Abrams alla Polonia per rafforzare ulteriormente le capacità di difesa lungo il fianco orientale della NATO con la Russia.
L’annuncio è stato fatto venerdì durante una sua tappa a Varsavia per incontrare il ministro della difesa Mariusz Blaszczak. “Questa è la versione più moderna del carro armato Abrams e fornirà alla Polonia una capacità di carri armati altamente avanzata che rafforzerà anche la nostra interoperabilità con le forze armate polacche, aumentando la credibilità dei nostri sforzi combinati di deterrenza in quelli di altri alleati della NATO”, ha affermato Austin.”

Il discorso di un’ entrata dell’Ucraina nella Nato contro la volontà e le paure dei Russi è solo una prima facciata di un discorso molto più complesso, dove, ripetiamo , interessi bellici, economici, e geopolitici sono al centro di un conflitto che potrebbe avere degli scenari terribili per tutti noi.

La guerra non è mai una giusta soluzione. La guerra non è la soluzione. Perché è solo portatrice di un irrazionale e folle distruzione dell’umanità. E’ impegno, in questo momento così delicato, di tutta la societa’ civile sensibilizzare ed essere attivi per la difficile situazione in Ucraina, dove l’ Italia come membro della Nato ha un ruolo non secondario, per fermare una possibile escalation militare e bellica che equivarrebbe a un nuovo conflitto mondiale. Non è in gioco solo la pace, ma la vita di tutti.

POESIA MINORE: Quinta Poetica e Il bianco e l’impuro + INEDITI

POESIA MINORE DALE ZACCARIA

POESIA MINORE ROBIN EDIZIONI pp. 120 collana Libri per tutte le tasche euro 10,00 http://www.robinedizioni.it/nuovo/poesia-minore

Poesia minore” raccoglie due sillogi poetiche: “Quinta poetica” e “Il bianco e l’impuro”. Sono componimenti da una versificazione asciutta e immediata, con tematiche che spaziano da temi civili, al canto delle donne e del femminile, a poesie dedicate: da Stefano Cucchi a Marielle Franco. L’ultima sezione del libro contiene delle liriche inedite. Prefazione di Giuliano Lozzi.

STUDIO ART MADRID

STUDIO ART MADRID DALE ZACCARIA

Studio Art Madrid poesia y fotografía
Madrid 2022-2024 @photolamusadalezaccariamadrid
Si uno no aprende a entender el valor de la belleza se mantendrá siempre en su mediocridad, sobre todo si no se compara con otros y no es capaz de elegirla, intuirla y hacerla propia. El tema no es la “belleza” en sí, sino poder gozar de ella, señalarla, dibujarla, contarla, exaltarla, vivirla. Franca Rame

SETTE CARTE ALLA REGINA recensione di Lucia Laura Laterza

SETTE CARTE ALLA REGINA DALE ZACCARIA

Questi racconti rappresentano la tragica situazione della donna in ogni epoca, in ogni luogo, di città o di campagna, in ogni contesto: in pace, nelle case chiuse del 1958, come in guerra, durante il fascismo.
Ciò che colpisce della narrazione di Dale, è che la donna viene descritta non solo come vittima di abusi, di prepotenze e soprusi indicibili, ma anche come carnefice, come la “ricca signora che aveva truffato tutti” chiamata Madame M o come le suore di “Arcani Maggiori” o ancora come le “Donne Angeli della morte” in Donne d’Armi.
La sofferenza fisica ma, ancor più lacerante, quella intima e dell’anima, è descritta con parole crude ma dirette, che spiegano senza mezzi termini il travaglio, a volte inconscio, che attanaglia le protagoniste e che le porta spesso a soccombere. “Il buio calò dentro il buio”.
In altri “quadri” emergono caratteri forti come la mamma che alla fine riesce ad andare a riprendere la figlia, amata ma lasciata per 12 lunghi anni, così come promesso o le donne come Carmen che “sanno cucire destini”.
Se si pensa che ancora oggi non si è ottenuta quella parità salariale che cercava Stellina, o che ancora accade che “il bene non vince perché il male è più forte”, la mente corre ai fatti accaduti a Milano nella notte del 31 Dicembre appena trascorso; allora le parole di Dale si fanno pugnali e ci feriscono perché è proprio vero che “Il mondo è perso, si muove senza direzione, in un caotico di vivere e sopravvivere”

25 Gennaio 2022
Lucia Laura Laterza

RACCONTI di DONNE tra STORIA e POLITICA

AVVOCATA ANDREA CATIZONE DALE ZACCARIA

SETTE CARTE ALLA REGINA di Dale Zaccaria e LE SINDACHE D’ITALIA di ANDREA CATIZONE
Due testi che con respiri narrativi diversi, il primo prosaico e di racconto, il secondo storico, parlano del ruolo delle donne nella storia, un ruolo politico, umano, sociale, un ruolo che le
vede protagoniste come ne Le Sindache d’Italia, e lottatrici, per
ripristinare la propria soggettività da una subalternità che le vuole
vittime e stigmatizzate in Sette Carte alla Regina.

Siete tutti invitati a discuterne con le autrici:
Andrea Catizone Avvocata
Dale Zaccaria Scrittrice
insieme alle riflessioni di
Martina Cicolini Insegnante di latino e greco
Marianna Sturba Insegnante di scienze

DOMENICA 6 FEBBRAIO ore 18,00 pagina facebook @giornalismoindipendente – dirette

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Pensiero Attivo

“Il difficile non è scriverla la poesia, quanto trovarla, mantenerla, farla vivere nei propri occhi, nel proprio cuore, nella propria vita” Dale Zaccaria

“L’oppressore non sarebbe così potente se non trovasse fedeli collaboratrici tra le oppresse” Simone de Beauvoir

“Ho imparato due cose importanti che dovrebbero essere ancora basilari nel mondo dello spettacolo e nella vita: la dignità e il rispetto di se stessi e degli altri” Franca Rame

“In Italia c’è il mancato riconoscimento del merito, il fatto che se hai talento ti ostacolano. Il talento diventa un elemento che va a rompere gli equilibri di mediocrità e compromesso di un sistema clientelare, dove la parola conoscenza equivale a raccomandazione” Dale Zaccaria

“Una società sana premia il merito, punisce i mascalzoni e investe nell’istruzione ” Milena Gabanelli

Partnership Libreria Amica: LIBRERIA ANTIGONE DI MILANO: Nata a giugno 2016, la libreria Antigone è specializzata in tematiche Lgbtqi+ femminismi e studi di genere. Un piccolo luogo di ritrovo con un grande intento: fornire strumenti per capire, educare, crescere.